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Scheda di ricerca: Pulpito

L'archivio completo di Pulpito

Nome Classe Data

Donatello, Pulpito (1438), Museo del Duomo. Di pubblico dominio. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Donatello wikioo.org/it/artists/donatello_it/
Date dell'artista
1386 – 1466
Dipinto
1438
Tecnica e materiali
Marmo Carved by removing stone and never adding any, so a single mistake cannot be undone.
Dimensioni originali
73 x 79 cm
Movimento
Ritorno al Rinascimento The brief peak when balance, depth and anatomy came together — Leonardo, Raphael, Michelangelo.
Periodo
Rinascimento
In corso presso
Museo del Duomo wikioo.org/it/museums/museo-del-duomo-prato_it/
Artistic style
Primo Rinascimento
Influences
Antichità classica
Notable elements or techniques
Incisioni intricate, dettagli ornamentali
Subject or theme
Influenze classiche

Nel contesto

Pulpito — Donatello

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 73 × 79 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media.

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1380
  2. 1390
  3. 1400
  4. 1410
  5. 1420
  6. 1430
  7. 1440
  8. 1450
  9. 1460

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 80 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 52 anni. L'artista è vissuto fino a 80. 66 delle 112 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Donatello (1386–1466) ▲ quest'opera, 1438 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Prime opere: fino al 1423 Anni di attività principale: 1423–1447 Opere tarde: dal 1447

Queste tre fasce suddividono le opere datate in questo catalogo in un primo quarto, una metà centrale e un ultimo quarto. Non rappresentano l'intera produzione dell'artista: un periodo di scarsa attività potrebbe essere una lacuna nei registri piuttosto che un momento di minore prolificità. Gli stessi anni che hanno scandito la vita dell'artista

Confronta con

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: wikioo.org/it/art/similar/donatello-pulpito-8ewex9-it/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Nero #111016

    Tavolozza catalogata

    • #111016
    • #847974
    • #423F44
    • #D2C6B7

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Toni della terra La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Nero
    Intensità
    Monocromatico Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Dichiarazione Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Tavolozza dai toni sfumati L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Ombra Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Saturazione tenue Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Donatello negli ultimi dodici mesi — 30 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Cina 36,5%6.200 visite
    2. 2 Stati Uniti d'America 17,1%2.900 visite
    3. 3 Spagna 8,8%1.500 visite
    4. 4 Hong Kong 7,1%1.200 visite
    5. 5 Italia 6,5%1.100 visite
    6. 6 Brasile 2,4%400 visite
    7. 7 Germania 2,4%400 visite
    8. 8 Belgio 1,8%300 visite
    9. 9 Francia 1,8%300 visite
    10. 10 Argentina 1,2%200 visite
    11. · 20 altri paesi 14,4%2.500 visite

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 20 opere più visualizzate di Donatello

    1. 1 Angeli Musicisti, 1447 4,8%1.100 visite
    2. 2 Angeli Musicanti, 1447 4,8%1.100 visite
    3. 3 Davide, 1430 4,8%1.100 visite
    4. 4 Annunciazione, 1435 3,5%800 visite
    5. 5 David 3,5%800 visite
    6. 6 San Giorgio, 1416 2,6%600 visite
    7. 7 Il banchetto di Erode, 1427 2,2%500 visite
    8. 8 San Giorgio (dettaglio), 1416 2,2%500 visite
    9. 9 Madonna col Bambino tra San Francesco e Sant'Antonio, 1448 2,2%500 visite
    10. 10 Statua equestre di Gattamelata, 1447 1,8%400 visite
    11. 11 Pulpito, 1438 quest'opera 1,8%400 visite
    12. 12 Evangelista Luca, 1428 1,8%400 visite
    13. 13 Cantoria (9), 1439 1,8%400 visite
    14. 14 Crocifisso, 1412 1,8%400 visite
    15. 15 Equestrian Statue of Gattamelata (detail), 1447 1,8%400 visite
    16. 16 Statua Equestre di Gattamelata, 1447 1,8%400 visite
    17. 17 Pietà, 1447 1,8%400 visite
    18. 18 San Giovanni Battista, 1438 1,8%400 visite
    19. 19 San Giorgio (dettaglio), 1416 1,8%400 visite
    20. 20 Pazzi Madonna 1,8%400 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 50,4% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 148 opere di questo artista, di cui 88 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la 11 posizione, con il 1,8% di tale attenzione (400 visite). Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Informazioni sull'opera

    Pulpito — Donatello

    La Creazione del Pulpito di Donatello

    Il Pulpito di Donatello è emerso dalla pietra e dalla visione condivisa di una bottega. Nel 1438, l'artista completò questa struttura marmorea, lavorando fianco a fianco con i collaboratori Michelozzo e Pagno di Laplo. Insieme, hanno plasmato la pietra per servire a uno scopo preciso: l'esposizione della Sacra Cintola. L'opera fu commissionata per occupare un luogo d'onore sulla facciata del Duomo di Prato.

    Le mani degli scultori si muovevano con un'intenzione ritmica. Mentre Donatello fornì l'anima architettonica, la collaborazione assicurò che il pulpito rispondesse alle esigenze dell'esterno della cattedrale. Il progetto giunse a compimento nel 1438, lasciando un segno indelebile sulla pietra di Prato. Esso rimane una presenza fisica e imponente del Rinascimento.

    Il marmo custodisce il peso della sua missione. Fu costruito per incorniciare una reliquia, un vascello per il sacro. La pietra porta con sé il ricordo dello scalpello e la luce costante del sole italiano.

    Composizione Visiva e Dettagli Decorativi

    La superficie del marmo si infrange in una danza ritmica e pagana. Sette putti si muovono attraverso la pietra, i loro piccoli corpi colti in un vortice bacchanale. Questi bambini danzanti occupano i rilievi con un senso di energia gioiosa e senza peso. I loro arti si torcono in una sequenza di movimento appassionato e ritmico che sfida l'immobilità del materiale.

    Il disegno porta l'impronta inconfondibile di Donatello, sebbene l'intaglio fisico possa essere stato affidato ad altri. Ogni figura esiste in uno stato di costante movimento, un battito di vita inciso nella dura venatura della pietra. La composizione si fonda su questa tensione tra la pesantezza della pietra e la leggerezza delle figure. È uno studio di gravità e grazia.

    La storia e la collocazione dei rilievi

    Le figure di pietra presero vita nel 1438, in una danza compiuta di marmo e luce. Questi rilievi originali, che un tempo adornavano la facciata esterna della cattedrale, risiedono oggi tra le sale silenziose del Museo dell’Opera del Duomo di Prato. Sono stati sottratti all'aperto per essere custoditi nella quiete protetta del palazzo vescovile, preservati dagli agenti atmosferici che un tempo sfioravano le loro superfici scolpite.

    Sul pulpito stesso, lo spazio dove i putti danzanti incidevano i loro percorsi ritmici è ora occupato da delle repliche. Queste copie si ergono al posto degli originali, mantenendo l'integrità visiva della struttura per coloro che visitano la cattedrale. I veri intagli rimangono nel museo, adagiati in una sala dedicata dove la luce cade in modo diverso sulle loro sottili profondità a stiacciato. La pietra ha così trovato una dimora permanente e riparata.

    Capolavori correlati di Donatello

    La mano dello scultore si muoveva con maestria tra la durezza della pietra e la fluidità della cera. Nel 1416, completò San Giorgio, una figura marmorea intrisa di risoluto coraggio. Il cavaliere si equilibra sull'avampiede, con un corpo muscoloso che sembra pulsare sotto la superficie della pietra; è uno studio magistrale della tensione racchiusa in una posa composta.

    Anche il bronzo catturò la sua attenzione. Realizzò il David in bronzo, una figura dal fisico delicato ed effeminato, in piedi con un piede sulla testa mozzata di Golia. Quest'opera rimane la prima scultura maschile nuda a tutto tondo realizzata dall'antichità. Più tardi, nel 1453, creò il Monumento Equestre del Gattamelata, un'opera in bronzo situata a Padova.

    Il legno offrì invece una trama differente per la sua espressione artistica. Scolpì la Maddalena Penitente nel pioppo bianco, dando vita a una figura emaciata e ascetica. La venatura del legno segue i solchi del volto, mentre la luce si perde nelle profonde linee del materiale. Lo spirito dell'opera resta inciso per sempre nelle fibre del legno.

    Artista e museo

    Artista

    Donatello

    Nato a Firenze, Italia

    La Vita e l'Identità di Donatello

    Nato come Donato di Niccolò di Betto Bardi, l'uomo che la storia conosce come Donatello trascorse la sua esistenza tra le mura di Firenze, in Italia. Al mondo arrivò intorno al 1386, in un'epoca in cui la città stava iniziando a ridisegnare la propria immagine attraverso la pietra e il bronzo. La sua presenza nel panorama fiorentino fu costante, segnata da una mano ferma e da un'attenzione quasi ossessiva per la realtà fisica dei suoi soggetti. Fu uno scultore del Rinascimento italiano capace di comprendere profondamente il peso dei materiali che maneggiava, dalla durezza del marmo alla fluidità della cera.

    La sua opera non fu una ricerca solitaria della perfezione, bensì una serie di risposte alle necessità del suo tempo. Attraversò le strade di Firenze, lavorando con mezzi diversi e lasciando dietro di sé una scia di figure capaci di catturare una presenza umana autentica e specifica. Sebbene fosse noto per essere un uomo amabile e benvoluto da chi lo circondava, ebbe grandi difficoltà con gli aspetti pratici della gestione della sua attività. Spesso accettava più incarichi di quanti le sue mani potessero completare tempestivamente, lasciando talvolta le finiture finali ad altri o consegnando le opere con ritardo rispetto alle attese. Questa sua tendenza all'eccesso suggerisce l'anima di un uomo più dedito all'atto puro della creazione che alla gestione burocratica di una bottega.

    Donatello morì a Firenze il 13 dicembre 1466. Lasciò un corpus di opere che trasformò radicalmente il modo in cui gli scultori avrebbero approcciato la forma umana, allontanandosi dalle rigide tradizioni del passato per muoversi verso qualcosa di più radicato ed espressivo. La sua vita rimase indissolubilmente legata alla città, e la sua identità resta per sempre intrecciata al suolo fiorentino dove visse e creò.

    Giovinezza e Formazione Artistica

    Nato a Firenze, in Italia, Donatello crebbe in una città che fungeva da epicentro primario per il nascente Rinascimento. Questo ambiente fornì l'energia culturale essenziale per il suo sviluppo artistico. Trascorse i suoi primi anni immerso nell'atmosfera locale, in un periodo in cui l'allontanamento dalle rigide tradizioni medievali stava già prendendo piede. Il suo legame con il paesaggio fiorentino era profondo, poiché i valori in evoluzione della città plasmarono il suo approccio primordiale alla forma e alla figura.

    Il suo percorso formativo prevedeva uno studio meticoloso della scultura classica. Questa attenzione all'antichità lo aiutò a muoversi verso uno stile nuovo, capace di dare priorità al realismo e all'umanesimo. Prima di trovare la propria voce espressiva, apprese lo stile Gotico Internazionale da Lorenzo Ghiberti. Questo periodo di apprendimento gli permise di padroneggiare le abilità tecniche del suo mestiere prima di iniziare a deviare da quelle tradizioni consolidate. Lavorò con una vasta gamma di materiali, tra cui pietra, bronzo, legno, argilla, stucco e cera, utilizzando spesso il vetro in modi inventivi per ottenere effetti visivi specifici.

    Mecenati, Bottega e Commissioni

    Le mani di Donatello erano spesso impegnate in un incessante torrente di creazioni. Nutriva l'abitudine di accettare più incarichi di quanti il suo tempo potesse effettivamente contenere, una propensione che talvolta portava al completamento tardivo dei progetti o alla necessità di affidare le rifiniture ad altri artigiani. Questo carico di lavoro così gravoso richiedeva una presenza costante e vibrante nella sua bottega, un luogo dove l'artista collaborava fianco a fianco con diversi assistenti. Un gruppo di quattro collaboratori rappresentava il numero tipico del suo studio, una squadra essenziale per gestire le fatiche fisiche imposte dalla lavorazione del marmo, del bronzo e dell'argilla.

    La famiglia Medici fu il suo sostegno costante, offrendo quel tipo di mecenatismo che gli permise di attraversare con libertà le diverse fasi della sua evoluzione artistica. Tuttavia, l'orizzonte di Donatello si estendeva ben oltre le strade di Firenze; il suo genio viaggiò verso Roma, Padova e Siena per dare forma a nuove e importanti commissioni. Questo continuo movimento tra le città significava che la sua pratica artistica non rimase mai confinata in un unico luogo, poiché egli portava con sé i propri metodi innovativi e i propri assistenti verso i vari centri di fermentazione culturale dell'epoca.

    Statua equestre del Gattamelata (1447)

    David (1409)

    San Marco (1411)

    San Giorgio (1416)

    Tecniche Innovative e Stile Artistico

    L'approccio di Donatello alla scultura segnò una rottura definitiva con le rigide tradizioni dello stile Gotico Internazionale. Egli fu capace di forgiare un linguaggio tipico del Primo Rinascimento, capace di abbracciare una nuova e profonda forma di realismo. Questa rivoluzione estetica fu resa possibile da una comprensione quasi viscerale della forma umana e del modo in cui la luce danza sulle superfici. Lontano dall'essere limitato da un unico materiale, l'artista esplorò con audacia la pietra, il bronzo, il legno, l'argilla, lo stucco e la cera, arrivando persino a utilizzare il vetro in modi inventivi per infondere un dettaglio vibrante alle sue figure.

    Uno dei suoi contributi tecnici più rivoluzionari e distintivi fu l'invenzione del rilievo stiacciato. Si tratta di una forma di bassorilievo estremamente sottile, dove l'incisione è così lieve da creare un'illusione di profondità attraverso impercettibili variazioni di spessore. Grazie a questo prodigioso metodo, Donatello riuscì a suggerire la prospettiva e la distanza su superfici quasi piatte, sfidando i limiti della materia. Le sue opere sono costantemente pervase da una tensione magnetica tra il peso fisico del materiale e il movimento espressivo del soggetto: egli possedeva il dono di rendere il marmo morbido come la pelle o di infondere nel bronzo un senso di energia muscolare, potente e primordiale.

    David (bronzo)

    Monumento Equestre del Gattamelata

    San Giorgio (marmo)

    Capolavori Scultorei

    Nel 1416, l'artista completò San Giorgio, una figura in marmo capace di catturare un senso di coraggio risoluto. La scultura ritrae il cavaliere in armatura, in un equilibrio dinamico sulle punte dei piedi piuttosto che in un tradizionale contrapposto; si percepisce quasi la tensione del corpo muscoloso che lavora sotto la superficie della pietra. Quest'opera fu una delle molte commissioni affidate dalle corporazioni fiorentine per decorare le nicchie esterne della chiesa di Orsanmichele.

    Il suo David in bronzo rimane un punto di svolta fondamentale nella storia della scultura: è infatti la prima scultura maschile nuda a figura intera realizzata dopo l'antichità. La figura è ritratta con un sorriso enigmatico, in piedi con un piede poggiato sulla testa mozzata di Golia. Sebbene la versione in marmo di questo soggetto fosse una commissione giovanile, la versione in bronzo si distingue per il suo fisico delicato e androgino, e per il modo in cui utilizza la nudità del giovane per creare un contrasto con la pesante spada che tiene in mano.

    Nella fase più matura della sua carriera, l'artista si orientò verso materiali e scale differenti. Il Monumento Equestre del Gattamelata, realizzato nel 1453, è una maestosa opera in bronzo situata a Padova. Intorno al 1440, invece, realizzò la Maddalena Penitente, una scultura lignea scolpita in legno di pioppo bianco. Questa figura appare emaciata e scavata, distanziandosi dalle tipiche rappresentazioni di una giovane donna dai tratti armoniosi. L'intaglio è austero e ricchissimo di dettagli, rivelando un lato diverso e profondamente toccante della sua straordinaria perizia tecnica.

    San Giorgio, 1416

    David (bronzo), c. 1440

    Maddalena Penitente, c. 1440

    Monumento Equestre del Gattamelata, 1453

    Eredità e influenza artistica

    L'approccio di Donatello alla forma non trovò un'accoglienza immediata all'interno della sua comunità. La sua opera si è evoluta attraverso fasi distinte, partendo da un focus sulla monumentalità classica per approdare a un senso di espressività sempre più profondo e vibrante. Con il progredire della sua carriera, questo stile ha guadagnato terreno, diventando infine il modo più celebre e influente di concepire l'arte nella regione. La sua influenza si è estesa ben oltre i confini di Firenze, propagandosi tra le altre corti italiane e lasciando un segno indelebile sugli artisti di tutta Europa.

    La maestria con cui egli manipolava i materiali gli permise di esplorare una gamma infinita di profondità emotive. Si passò dalla presenza solida e imponente delle sue prime figure in marmo a opere più spogliate, quasi brutali, negli anni della maturità. Questo mutamento rivela la volontà dell'artista di indagare la condizione umana attraverso texture diversificate: dalle superfici levigate e pure della pietra, fino al legno tormentato ed emaciato delle sue ultime sculture religiose. La sua capacità di catturare il senso del movimento e il peso psicologico ha radicalmente trasformato il modo in cui i successivi scultori avrebbero approcciato la figura umana.

    David (bronzo)

    Statua equestre del Gattamelata

    San Giorgio

    Maddalena penitente

    Museo

    Museo del Duomo

    In mostra presso Prato, Italia

    Il Tesoro Nascosto del Duomo: Un Viaggio nell'Arte e nella Fede di Prato

    Nel cuore pulsante di Prato, incastonato tra le antiche mura della città e dominando il panorama con la sua maestosa silhouette gotica, si trova un gioiello culturale spesso sottovalutato: il Museo del Duomo. Fondato nel 1967, questo museo diocesano non è semplicemente una galleria d'arte; è un’immersione profonda nella storia religiosa e artistica di Prato, un viaggio attraverso secoli di fede, devozione e genio creativo. Più che un luogo di esposizione, il Museo del Duomo offre un’esperienza sensoriale unica, dove l’architettura stessa racconta una storia di arte e spiritualità.

    La sua posizione privilegiata è, in sé, un elemento distintivo. Il museo si snoda armoniosamente attraverso le sale del vecchio Palazzo dei Proposti, avvolge il suggestivo chiostro romanico – un'oasi di pace e bellezza medievale – e culmina sotto la cattedrale stessa, creando una connessione tangibile con la sua storia millenaria. Questo design integrato permette ai visitatori di percepire l’evoluzione del Duomo in modo continuo e coinvolgente, come se stessero camminando attraverso i secoli.

    Capolavori Rinascimentali: I Donatello e la Sacra Cintola

    Il fulcro dell'attrazione del museo è senza dubbio rappresentato dai rilievi originali del pulpito di Donatello, strappati dal Duomo nel 1967. Questi capolavori della scultura rinascimentale – figure danzanti di putti che incarnano l’armonia e la grazia – sono un vero e proprio punto culminante per gli appassionati d'arte. La loro delicatezza, il virtuosismo tecnico e la capacità di catturare l'essenza umana li rendono opere indimenticabili. Accanto a questi tesori, spicca la “Sacra Cintola”, un prezioso reliquiario mariano venerato a Prato fin dal XII secolo. La storia di questo manufatto, legato a leggende e tradizioni secolari, aggiunge un ulteriore strato di fascino al museo.

    La collezione non si limita ai soli rilievi di Donatello. Si possono ammirare anche dipinti, sculture e oggetti liturgici che spaziano dal XIII al XV secolo, tra cui la “Testa di Cristo” (1220-1230), un’opera di grande intensità emotiva, e una Madonna in trono con santi di Giroldo da Como. L'attenzione ai dettagli, l'uso sapiente dei colori e la maestria tecnica dimostrano il talento degli artisti che hanno contribuito a plasmare il patrimonio artistico di Prato.

    Un Viaggio nel Tempo: Arte Etrusca e Oggetti Liturgici

    Ma il Museo del Duomo non si limita al Rinascimento. Un’importante sezione è dedicata all'arte etrusca, che offre uno sguardo affascinante sul passato antico della regione. Gli artefatti etruschi – ceramiche, gioielli, sculture – testimoniano la ricchezza e la complessità di questa civiltà scomparsa. Un'altra parte del museo è riservata agli oggetti liturgici: calici, vesti e altri manufatti utilizzati nelle cerimonie religiose nel corso della storia, che raccontano l’evoluzione delle pratiche devozionali e dei rituali sacri.

    Architettura e Storia: Un Percorso Coinvolgente

    La struttura stessa del museo è un elemento di grande interesse. La sua disposizione integrata nelle strutture storiche circostanti – il Palazzo Vescovile, il chiostro romanico e la cattedrale – crea un’esperienza immersiva che permette ai visitatori di comprendere appieno la storia del Duomo in modo coerente e coinvolgente. La riorganizzazione del 2007 ha ulteriormente migliorato l'accessibilità e la fruizione delle opere, con piani continui per la preparazione delle sale rinascimentali. Il museo continua ad evolversi, mantenendo viva la sua missione di preservare e valorizzare il patrimonio artistico e religioso di Prato.

    Un’Esperienza Unica: Diocesi e Connessione Spirituale

    Come museo diocesano, il Museo del Duomo offre una panoramica completa della storia religiosa e artistica della diocesi di Prato. La sua posizione unica all'interno e sotto il duomo crea un senso di connessione senza pari con la sua materia. Per i pellegrini e gli amanti dell’arte, rappresenta una destinazione speciale, un luogo dove è possibile entrare in contatto con la fede, la storia e l'arte di Prato e della Toscana. Una visita al Museo del Duomo è un’esperienza arricchente che stimola la curiosità, nutre l'anima e lascia un segno indelebile nel cuore.

    Per approfondire

    Tutte le informazioni su Pulpito by Donatello, nella sua pagina dedicata

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Pulpito

    wikioo.org/it/art/download/donatello-pulpito-8ewex9-it/

    Cita quest'opera

    MLA
    Donatello. Pulpito. 1438, Museo del Duomo. https://wikioo.org/it/art/donatello-pulpito-8ewex9-it/
    APA
    Donatello (1438). Pulpito [Painting]. Museo del Duomo. https://wikioo.org/it/art/donatello-pulpito-8ewex9-it/
    Chicago
    Donatello. Pulpito. 1438. Museo del Duomo. https://wikioo.org/it/art/donatello-pulpito-8ewex9-it/
    Harvard
    Donatello (1438) Pulpito. Museo del Duomo. Available at: https://wikioo.org/it/art/donatello-pulpito-8ewex9-it/

    Un dettaglio ravvicinato

    Pulpito — Donatello

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: torre dell'orologio, archi, balcone. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Madonnella di Chelini, poco prima in questa guida. Indica due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Ritorno al Rinascimento: The brief peak when balance, depth and anatomy came together — Leonardo, Raphael, Michelangelo. Dove si può osservare questo elemento in quest'opera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Quiz d'arte

    Pulpito — Donatello

    Quanto conosci quest'opera d'arte?

    Seleziona una risposta per ciascuna delle 5 domande riportate di seguito. Ciascuna presenta esattamente una risposta corretta.

    1. 1. In che anno è stato creato il Pulpito?

      • A 1428
      • B 1438
      • C 1448
    2. 2. Dove si trova attualmente il Pulpito?

      • A Il Museo del Duomo a Prato, Italia
      • B La Galleria degli Uffizi a Firenze, Italia
      • C I Musei Vaticani a Roma, Italia
    3. 3. Quale tecnica viene utilizzata per creare un senso di movimento e tensione nella figura?

      • A Sfumato
      • B Chiaroscuro
      • C Contrapposto
    4. 4. Chi erano i collaboratori del Pulpito insieme a Donatello?

      • A Masaccio e Brunelleschi
      • B Michelozzo e Pagno di Laplo
      • C Lorenzo Ghiberti e Michelangelo
    5. 5. Di quale materiale è fatto il Pulpito?

      • A Bronzo
      • B Marmo
      • C Legno

    Il mio punteggio: ____ su 5

    Chiave di correzione — per l'insegnante

    Questo darà inizio a una nuova pagina stampata, che può quindi essere semplicemente omessa dalle copie.

    1B · 2A · 3C · 4B · 5B

    Verifica ogni risposta confrontandola con la scheda del catalogo di questo dipinto

    Domande e risposte

    Qual è l'atmosfera di "Pulpito" di Donatello?

    L'atmosfera generale di "Pulpito" di Donatello è Classico. Il tono descrive l'atmosfera complessiva dell'opera.

    Qual è il tono emotivo di "Pulpito" di Donatello?

    "Pulpito" è associata a una sensazione Energico. Il tono emotivo descrive l'impressione che l'opera trasmette.

    Quali sono la tecnica e le dimensioni di "Pulpito" di Donatello?

    La tecnica di "Pulpito" di Donatello è Marmo e le sue dimensioni sono 73 x 79 cm.