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Guida alle opere degli studenti

Il Diluvio

Nome Classe Data

Jacob More, Il Diluvio (1787), Tate Britain. Di pubblico dominio. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Jacob More wikioo.org/it/artists/jacob-more_it/
Date dell'artista
1740 – 1793
Dipinto
1787
Tecnica e materiali
Olio su tela
Dimensioni originali
204 x 150 cm
Movimento
Romanticismo Art that puts feeling, wildness and the power of nature above calm order and rules.
Periodo
Età Moderna
In corso presso
Tate Britain wikioo.org/it/museums/tate-britain-london_it/
Artistic style
Paesaggio romantico
Influences
Claude Lorrain, Gaspard Dughet
Notable elements or techniques
Pennellate impasto, illuminazione drammatica
Subject or theme
Vulnerabilità umana e potere della natura

Nel contesto

Il Diluvio — Jacob More

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 204 × 150 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media. Le dimensioni dell'opera non consentono una rappresentazione in scala su questa pagina.

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1740
  2. 1750
  3. 1760
  4. 1770
  5. 1780
  6. 1790

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 53 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 47 anni. L'artista è vissuto fino a 53. 0 delle 1 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Jacob More (1740–1793) ▲ quest'opera, 1787 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Confronta con

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Altre opere da affiancare a questa: wikioo.org/it/art/similar/jacob-more-il-diluvio-d3uaks-it/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Verde ftalocianina #122018

    Tavolozza catalogata

    • #122018
    • #081813
    • #454635
    • #202C21

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Monocromatico La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Verde ftalocianina
    Intensità
    Monocromatico Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Sereno Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Tavolozza unitaria L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Ombre profonde Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Saturazione tenue Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Jacob More negli ultimi dodici mesi — 2 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Regno Unito 60,0%300 visite
    2. 2 Cina 40,0%200 visite

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 4 opere più visualizzate di Jacob More

    1. 1 Evening 66,7%400 visite
    2. 2 Morning 16,7%100 visite
    3. 3 Naples 16,7%100 visite
    4. — Il Diluvio, 1787 quest'opera 0,0%0 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 100,0% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 19 opere di questo artista, di cui 3 sono state visualizzate almeno una volta. Questa opera non ha ancora ricevuto visualizzazioni in questo periodo — chiude la lista senza una posizione in classifica. Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Informazioni sull'opera

    Il Diluvio — Jacob More

    Una discesa nel Sublime: la potenza de Il Diluvio di Jacob More

    Nelle oscure pieghe della pittura di paesaggio del XVIII secolo, pochi lavori catturano la terrificante maestosità della natura come Il Diluvio di Jacob More. Creato nel 1787, questo capolavoro invita lo spettatore in un vasto mondo sotterraneo, dove i confini tra terra e acqua si dissolvono in un'unica, travolgente forza. La scena è ambientata in un'ampia cavità, dominata da toni profondi e cupi di verde smeraldo e blu notte che evocano un immediato senso di claustrofobia e stupore. Mentre contempliamo le acque turbolente e le aspre formazioni rocciose, non siamo semplici osservatori di una tempesta; siamo partecipanti di una lotta primordiale. La composizione, orientata verticalmente per enfatizzare la vertiginosa profondità del sistema cavernoso, attira lo sguardo verso un'unica, eterea fonte di luce che squarcia l'oscurità, offrendo un barlume di speranza in mezzo a un buio incombente.

    La tecnica impiegata da More è una testimonianza della sua maestria nel tradizionale medium a olio. Attraverso l'uso di pennellate materiche e spesse, l'artista infonde vita all'inanimato; le texture ruvide e logorate dalle intemperie delle antiche scogliere sembrano quasi tangibili, mentre l'acqua in tumulto possiede un'energia pesante e ritmica. Questa enfasi sulla consistenza crea un'esperienza sensoriale che trascende la superficie piatta della tela. L'illuminazione è magistralmente controllata, utilizzando un drammatico chiaroscuro per proiettare ombre profonde e impenetrabili che nascondono gran parte dei segreti della caverna, evidenziando al contempo i bordi netti e angolari del paesaggio. È questo gioco di luci e ombre a definire lo spirito romantico dell'opera, spingendo lo spettatore verso un confronto emotivo con l'ignoto.

    Simbolismo e Condizione Umana

    Oltre alla sua brillantezza tecnica, Il Diluvio funge da profonda meditazione sulla vulnerabilità umana. Nel cuore di questo paesaggio tempestoso, un piccolo gruppo di figure si raggruppa su una fragile zattera. La loro presenza fornisce un senso cruciale della scala, illustrando la sbalorditiva insignificanza dell'umanità quando si trova di fronte al potere sfrenato del mondo naturale. Questo motivo della lotta per la sopravvivenza contro una forza elementale è un tratto distintivo dell'era Romantica, che riflette un periodo di profonda indagine filosofica sul rapporto tra l'uomo e il divino o l'infinito. La zattera diventa simbolo della nostra fragilità collettiva, mentre l'inondazione che avanza rappresenta gli inevitabili cicli di distruzione e rinnovamento che governano l'esistenza.

    Per il collezionista esigente o l'interior designer, questo dipinto offre molto più della semplice bellezza estetica; fornisce un punto focale di intensa gravità intellettuale ed emotiva. Che sia collocato in una grande biblioteca o in uno spazio living contemporaneo, Il Diluvio cattura l'attenzione, agendo come una finestra su un mondo di sublime dramma. Una riproduzione di alta qualità di quest'opera permette di portare la profondità atmosferica e il prestigio storico del "Claude britannico" in un ambiente moderno, offrendo una fonte duratura di ispirazione e un elemento di conversazione che parla dei temi senza tempo della resilienza, della lotta e della bellezza mozzafiato che si trova nel cuore della tempesta.

    Artista e museo

    Artista

    Jacob More

    Nato a Edimburgo, Regno Unito

    Il prodigio di Edimburgo e la ricerca del realismo

    Nato nell'atmosfera storica di Edimburgo nel 1740, Jacob More emerse come una figura singolare nel panorama della ritrattistica britannica di metà Settecento. Il suo percorso artistico fu definito da un impegno incrollabile verso la verità della forma umana, una ricerca che lo allontanò dalle tendenze idealizzate della sua epoca per condurlo verso l'eredità profonda dei maestri del Barocco. Fortemente debitore della vitalità di Rubens e della profondità atmosferica di Rembrandt, More coltivò uno stile che celebrava le consistenze tangibili della vita. A differenza di molti contemporanei che cercavano di mascherare le imperfezioni attraverso l'artificio, More abbracciò un realismo rigoroso, documentando meticolosamente i contorni della carne e il sottile gioco della luce con una dedizione che avrebbe infine cementato la sua reputazione di maestro della precisione anatomica.

    L'architettura dell'anatomia: mani, piedi e carne

    Ciò che distingue veramente l'opera di More è la sua devozione quasi scientifica alle minuzie dell'anatomia umana, in particolare la sua ineguagliabile capacità di catturare le sfumature di mani e piedi. Non si trattava solo di una questione di abilità osservativa, ma del risultato di un coinvolgimento intenso e viscerale con il soggetto. Per raggiungere una tale accuratezza mozzafiato, More intraprese celebremente lo studio dei cadaveri, sezionandoli per comprendere l'intricata interazione tra muscolatura e struttura ossea sotto la pelle. Questa curiosità scientifica gli permise di tradurre complesse realtà biologiche in un'arte che appariva vibrante di vita.

    La sua maestria tecnica può essere osservata attraverso diversi elementi distintivi:

    Precisione anatomica: La capacità di rendere le fondamenta scheletriche e muscolari delle estremità con chiarezza scientifica.

    Realismo materico: Un profondo focus sulle varie superfici della pelle umana, dalla morbidezza della giovinezza alle trame segnate dal tempo dell'età avanzata.

    Gesto espressivo: L'uso del posizionamento di mani e piedi per trasmettere movimento e tensione psicologica all'interno di un ritratto.

    Un'eredità di profondità psicologica

    Il vero trionfo di Jacob More risiedeva nella sua capacità di coniugare questo rigore anatomico con una profonda risonanza emotiva. I suoi ritratti, commissionati dall'inflessibile aristocrazia e dalla crescente classe mercantile della Gran Bretagna, erano molto più di semplici registri di status sociale; erano profonde indagini psicologiche. Egli possedeva il raro dono di utilizzare la postura e il gesto per rivelare la vita interiore dei suoi soggetti, catturando espressioni fugaci che parlavano di carattere, intelletto e persino vulnerabilità. In un'epoca spesso preoccupata dalla superficialità del Neoclassicismo, l'opera di More si ergeva come una testimonianza della bellezza del reale. La sua importanza storica rimane ancorata al suo ruolo di ponte tra le tradizioni anatomiche dell'Età dell'Oro olandese e l'evoluzione della ritrattistica britannica, lasciando un'eredità che continua a affascinare chiunque sia emozionato dall'intersezione tra arte e scienza.

    Museo

    Tate Britain

    In mostra presso Londra, Regno Unito

    Le origini e la storia di Tate Britain

    Le fondamenta di Tate Britain furono gettate da Sir Henry Tate, la cui visione permise di creare uno spazio dedicato all'espressione artistica della nazione. L'istituzione aprì le sue porte il 21 luglio 1897, operando inizialmente sotto il nome di National Gallery of British Art. Questo primo periodo fu caratterizzato dalla volontà di assicurare una dimora permanente alla storia visiva del Paese, dando vita a una collezione destinata a crescere parallelamente ai mutamenti del panorama creativo britannico.

    Con il passare dei decenni, l'identità dell'istituzione si è trasformata per riflettere il suo ruolo in continua espansione. Dal 1897 fino al 1932, la galleria ha mantenuto la denominazione di National Gallery of British Art; successivamente, il nome è cambiato in Tate Gallery, titolo che ha portato per gran parte del XX secolo. Questa epoca ha visto l'istituzione evolversi attraverso significativi mutamenti culturali, fino ad arrivare alla denominazione attuale di Tate Britain nel marzo del 2000.

    Il sito stesso occupa una posizione di grande rilievo a Londra, situato nei pressi di quello che era il perimetro della Millbank Prison. Questa transizione, da luogo di reclusione a centro per lo studio artistico, segna un profondo cambiamento nel carattere di questo sito fluviale. La storia dell'edificio è indissolubilmente legata all'evoluzione stessa dell'arte che custodisce, muovendosi dalle strutture formali della tarda era vittoriana verso la modernità.

    La Grandiosa Architettura e il Design dell'Edificio

    Situato a Millbank, nel cuore della City of Westminster a Londra, l'edificio sorge sulle fondamenta di quella che un tempo era la Millbank Prison. La costruzione, affidata a Higgs and Hill, ha dato vita a una struttura capace di armonizzare proporzioni classiche e sensibilità moderne. La sua presenza architettonica è definita da un dialogo costante tra la tradizione e il design contemporaneo; un equilibrio così significativo che, nel 1970, l'edificio ha ricevuto lo status di monumento classificato Grade II*.

    Un importante progetto di ristrutturazione, conclusosi nel 2013, ha permesso di aggiornare gli interni per rispondere alle esigenze contemporanee. Questo intervento ha previsto la creazione di nove nuove gallerie, dotate di pavimentazioni rinforzate per sostenere il peso di imponenti sculture. Lo spazio fisico è concepito per favorire un incontro silenzioso con l'arte, offrendo un ambiente strutturato che invita alla contemplazione. La disposizione degli spazi facilita così un senso di continuità tra il tessuto storico dell'edificio e la sua attuale, vibrante funzione culturale.

    Una Vasta Collezione di Arte Britannica

    La collezione abbraccia oltre 500 anni di arte britannica, fungendo da galleria nazionale per la produzione creativa del Paese dal 1500 a oggi. Custodisce un imponente insieme di opere che risalgono all'era Tudor, testimoni silenziose che si ergono come presenze fisiche capaci di tracciare l'evoluzione di un linguaggio visivo specifico attraverso i secoli.

    Le vaste proprietà di opere di J.M.W. Turner occupano una parte significativa del patrimonio, offrendo uno sguardo profondo sul suo approccio unico alla luce e all'atmosfera. L'ampiezza della collezione si estende fino alle ere moderna e contemporanea, dove la presenza di artisti come David Hockney, Peter Blake e Francis Bacon crea un ponte con gli sviluppi più recenti dell'espressione britannica. Ogni epoca trova la sua rappresentazione attraverso i materiali e le tecniche distintive del proprio tempo.

    Ophelia, 1851

    The Lady of Shalott, 1888

    The Shipwreck, 1805

    Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion, 1944

    Capolavori della Collezione Permanente

    L'influenza del movimento preraffaellita si avverte profondamente attraverso le opere di Sir John Everett Millais. Il suo dipinto Ophelia rimane una delle opere più celebri custodite qui, un pilastro centrale della collezione. Poco distante, il peso del mito e della leggenda è evocato da John William Waterhouse in The Lady of Shalott. Queste tele richiedono un'attenzione silenziosa, invitando a una quiete che si sposa con la gravità dei loro soggetti.

    La luce e l'atmosfera definiscono gran parte dell'esperienza tra queste mura. The Shipwreck di J.M.W. Turner cattura un senso di forza elementale, mentre Carnation, Lily, Lily, Rose di John Singer Sargent offre uno studio differente di luce e colore. Proserpine di Dante Gabriel Rossetti aggiunge un velo di profondità simbolica al patrimonio permanente, esistendo come una presenza silenziosa ed eterna tra i molteplici strati della storia dell'arte britannica.

    Ophelia, 1851

    The Lady of Shalott, 1888

    Carnation, Lily, Lily, Rose, 1885

    The Shipwreck, 1805

    Proserpine, 1874

    Mostre e Dialogo Artistico

    Il museo si configura come un luogo di costante impegno critico attraverso le sue esposizioni curate con maestria. A cadenza biennale, le sue sale ospitano la mostra annuale del Turner Prize, un evento che infonde una vibrante attenzione contemporanea all'istituzione. Questo ciclo di programmazione garantisce che il dialogo tra le collezioni storiche e i movimenti attuali rimanga vivo e pulsante. Negli ultimi anni, abbiamo assistito alla presentazione di "David Hockney: Arrival", un'indagine che ha esaminato l'uso della tecnologia iPad nella cattura di paesaggi e ritratti; tali esposizioni dimostrano magistralmente come i mezzi artistici sappiano adattarsi ai mutamenti tecnologici, preservando intatto il proprio potere espressivo.

    L'orizzonte di queste presentazioni si estende verso prospettive globali e studi atmosferici specifici. La mostra "Nigerian Modernism" ha esplorato i movimenti emersi in Nigeria durante la metà del XX secolo, mettendo in luce artisti che hanno sfidato le narrazioni coloniali attraverso l'audacia dell'esperimento. Inoltre, il museo ha ospitato esposizioni dedicate alle opere di Claude Monet, concentrandosi in particolare sulla sua fascinazione per i momenti fuggevole e gli effetti atmosferici, come il modo in cui la luce si riflette sul Tamigi in "The London Harbour".

    Per approfondire

    Disponibile online

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    wikioo.org/it/art/download/jacob-more-il-diluvio-d3uaks-it/

    Cita quest'opera

    MLA
    More, Jacob. Il Diluvio. 1787, Tate Britain. https://wikioo.org/it/art/jacob-more-il-diluvio-d3uaks-it/
    APA
    More, Jacob (1787). Il Diluvio [Painting]. Tate Britain. https://wikioo.org/it/art/jacob-more-il-diluvio-d3uaks-it/
    Chicago
    Jacob More. Il Diluvio. 1787. Tate Britain. https://wikioo.org/it/art/jacob-more-il-diluvio-d3uaks-it/
    Harvard
    More, Jacob (1787) Il Diluvio. Tate Britain. Available at: https://wikioo.org/it/art/jacob-more-il-diluvio-d3uaks-it/

    Un dettaglio ravvicinato

    Il Diluvio — Jacob More

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Quanti volti riesci a trovare? ____ (il nostro catalogo ne conta 5 — sei d'accordo?)
    4. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: paesaggio drammatico, disastro naturale, vulnerabilità umana. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    5. Rivedi Morning, poco prima in questa guida. Indica due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Domande e risposte

    Quanta luce sembrano riflettere i colori di "Il Diluvio"?

    La luminanza rilevata per "Il Diluvio" di Jacob More è Scuro.

    Quali sono le dimensioni reali di "Il Diluvio" di Jacob More?

    "Il Diluvio" misura 204 x 150 cm nella sua forma originale. Le dimensioni originali sono un utile riferimento per scegliere la dimensione di una riproduzione.

    Quale colore domina la composizione di "Il Diluvio" di Jacob More?

    Il colore che risalta maggiormente in "Il Diluvio" è Verde ftalocianina (#122018). Il colore dominante è utile per abbinare un'opera d'arte a un ambiente interno.