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Guida alle opere degli studenti

Skulls

Nome Classe Data

Marlene Dumas, Skulls (2015), la Biennale di Venezia. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Marlene Dumas wikioo.org/it/artists/marlene-dumas_it/
Date dell'artista
1953 –
Dipinto
2015
Tecnica e materiali
Acrylic On Canvas
Movimento
Contemporary Realism Living artists painting the real world with traditional skill, often from photographs as well as from life.
In corso presso
la Biennale di Venezia wikioo.org/it/museums/la-biennale-di-venezia-venice_it/
Artistic style
Romantic
Influences
Gerhard Richter, Luc Tuymans
Notable elements or techniques
Bleeding lines and stains of wash
Subject or theme
Death

Nel contesto

Skulls — Marlene Dumas

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1950
  2. 1960
  3. 1970
  4. 1980
  5. 1990
  6. 2000
  7. 2010

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo, calcolando lo 0 dalla nascita.

Dipinto all'età di 62 anni. 4 delle 7 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

▲ quest'opera, 2015 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Confronta con

Scegli un'opera tra quelle sopra elencate: indica due elementi in comune con quest'ultima e una differenza.

Altre opere da affiancare a questa: wikioo.org/it/art/similar/marlene-dumas-skulls-D4MTGG-en/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Gray #797a80

    Tavolozza catalogata

    • #797A80
    • #B6B7B9
    • #34343B
    • #9B9DA0

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Neutrals La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Gray
    Intensità
    Monochromatic Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Gentle Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Strong Color Unity L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Brilliant Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Marlene Dumas negli ultimi dodici mesi — 6 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Cina 42,9%900 visite
    2. 2 Finlandia 23,8%500 visite
    3. 3 Regno Unito 14,3%300 visite
    4. 4 Italia 9,5%200 visite
    5. 5 Colombia 4,8%100 visite
    6. 6 Stati Uniti d'America 4,8%100 visite

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 18 opere più visualizzate di Marlene Dumas

    1. 1 The Painter, 1994 18,8%600 visite
    2. 2 Skulls, 2015 12,5%400 visite
    3. 3 Skulls, 2015 quest'opera 9,4%300 visite
    4. 4 No Interviews, Please, 1989 6,2%200 visite
    5. 5 Snowwhite in the wrong Story 6,2%200 visite
    6. 6 Untitled (571) 6,2%200 visite
    7. 7 Untitled (830) 6,2%200 visite
    8. 8 The Futility of artistic confession 3,1%100 visite
    9. 9 The Last Supper, Marlene Dumas, c. 1985 - c. 1991, 1991 3,1%100 visite
    10. 10 Untitled (510) 3,1%100 visite
    11. 11 Untitled (391) 3,1%100 visite
    12. 12 Untitled (681) 3,1%100 visite
    13. 13 Untitled (501) 3,1%100 visite
    14. 14 Untitled (347) 3,1%100 visite
    15. 15 Untitled (497) 3,1%100 visite
    16. 16 Untitled (141) 3,1%100 visite
    17. 17 Untitled (572) 3,1%100 visite
    18. 18 Young Boy (Blue Body), 2008 3,1%100 visite

    Insieme, queste opere hanno attirato il 99,6% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 35 opere di questo artista, di cui 18 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la 3 posizione, con il 9,4% di tale attenzione (300 visite). Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Informazioni sull'opera

    Skulls — Marlene Dumas

    Marlene Dumas: Confronting Mortality Through Fragmented Portraits

    Marlene Dumas’s paintings stand apart in contemporary art—not merely for their aesthetic qualities but for the profound emotional resonance they evoke. Born in Cape Town, South Africa, in 1953, Dumas’s artistic vision is inextricably linked to her formative experiences amidst the turbulent landscape of apartheid, an encounter that instilled within her a deep understanding of social injustice and the complexities inherent in human identity.

    Her upbringing on her father’s vineyard offered glimpses into both beauty and hardship—a duality that would permeate her oeuvre. Observing firsthand the divisions and inequalities shaping South African society during those years fueled her desire to explore themes of race, sexuality, and vulnerability through art. Dumas honed her skills at the University of Cape Town before relocating to Amsterdam, where she pursued studies in painting and psychology simultaneously.

    This dual pursuit provided a crucial foundation for her artistic practice, fostering an intellectual curiosity that complemented her intuitive sensitivity to visual form. Dumas’s method is characterized by a deliberate rejection of traditional techniques—she eschews meticulous detail, favoring instead loose brushstrokes and washes of pigment that prioritize atmosphere and emotion over precise representation.

    Her subjects are drawn from a private archive of photographs, encompassing an astonishing array of figures: children, pornographic nudes, corpses, torture victims, and terrorists. This selection reflects Dumas’s unwavering commitment to confronting uncomfortable truths about human experience—a boldness that aligns her work with the broader trajectory of the Pictures Generation and photography's expanding influence on artistic expression.

    Crucially, Dumas doesn’t merely reproduce images; she transforms them, reclaiming corporeality from their photographic origins. Her paintings disrupt the source material they derive from, mirroring the fragmented nature of memory and perception. The resulting compositions often explore eroticism—ranging from explicit depictions of sexual acts to lyrical evocations of desire—demonstrating a willingness to grapple with taboo subjects.

    Despite portraying scenes of death or brutality, Dumas’s intention isn't to shock but rather to reveal—to expose the vulnerability inherent in human existence and to challenge viewers to confront their own biases. Her recent works delve into pressing social issues, addressing legacies of apartheid and responding to pivotal historical moments like September 11th.

    “Skulls,” created in 2015, exemplifies Dumas’s distinctive style—a series of portraits rendered in muted tones against stark white backgrounds. The skulls themselves are presented as individual objects on a wall, emphasizing their materiality and confronting viewers with the inevitability of mortality. The painting's simplicity underscores its emotional impact, inviting contemplation about loss, remembrance, and the enduring presence of death.

    Currently housed at la Biennale di Venezia (Venice, Italy), “Skulls” stands as a testament to Dumas’s ability to distill complex ideas into visually arresting compositions. Its understated elegance speaks volumes about her artistic philosophy—a dedication to capturing fleeting moments of human emotion with unwavering honesty and sensitivity.

    Artist: Marlene Dumas

    Born Year: 1953

    Death Year: Living

    Birth City: Cape Town

    Birth Country: South Africa

    Explore the captivating beauty and poignant reflection of Marlene Dumas’s “Skulls” – a masterpiece that embodies her signature style and confronts viewers with profound questions about life, death, and human experience.

    Artista e museo

    Artista

    Marlene Dumas

    Nato a Cape Town, Sud Africa

    Marlene Dumas: Vita e Arte

    Primi Anni di Vita ed Educazione

    Nata: nel 1953 a Cape Town, Sudafrica.

    Dumas è cresciuta a Kuils River, nella Western Cape, dove suo padre possedeva una vigna. Questa educazione ha instillato una precoce consapevolezza del paesaggio socio-politico dell'apartheid sudafricano.

    Educazione: Ha studiato arte all’Università di Città del Capo (1972-1975) e successivamente agli Ateliers ‘63 a Haarlem, Paesi Bassi.

    Ulteriori approfondimenti accademici includevano lo studio della psicologia all'Università di Amsterdam (1979-1980), che ha profondamente influenzato la sua esplorazione delle emozioni umane e degli stati psicologici nella sua arte.

    Sviluppo Artistico e Stile

    Lavoro Iniziale: Dumas ha iniziato a dipingere nel 1973, concentrandosi inizialmente su temi politici e riflettendo la sua identità come donna bianca di origine afrikaans nel contesto dell'apartheid.

    Influenze: Il suo stile è radicato nel Romanticismo, caratterizzato da intensità emotiva e esperienza soggettiva. Trae ispirazione da artisti come Egon Schiele e Francis Bacon.

    La tecnica di Dumas spesso prevede l'utilizzo di fotografie Polaroid, ritagli di riviste e persino materiale pornografico come punti di riferimento per i suoi dipinti.

    Stile Pittorico: Il suo lavoro è noto per i pennellate libere, le figure distorte e l’uso emotivo del colore. Spesso impiega una tecnica di pittura “wet-on-wet”, stratificando colori sottili e spessi per creare profondità e texture.

    Temi e Soggetti

    Temi Chiave: Dumas esplora costantemente temi complessi come razza, sessualità, identità, violenza, colpa, innocenza e la condizione umana.

    I suoi soggetti vanno dai ritratti di amici e amanti alle rappresentazioni di bambini, strippers e figure della cultura popolare.

    Risposta Emotiva: I dipinti di Dumas non sono semplici rappresentazioni di persone, ma piuttosto esplorazioni degli stati emotivi e delle vulnerabilità psicologiche.

    Realizzazioni Importanti e Riconoscimenti

    Retrospettiva a Mezzo Carriera: La sua prima grande mostra americana di musei, “Measuring Your Own Grave”, si è aperta nel 2008 al Museum of Contemporary Art, Los Angeles, e ha viaggiato al Museum of Modern Art, New York City.

    Successo nel Mercato dell’Arte: La vendita del suo dipinto Jule-die Vrou (1985) nel 2004 l'ha posizionata tra le tre artiste viventi il cui lavoro ha venduto per oltre 1 milione di dollari.

    Nel 2023, The Schoolboys (1986–87) ha raggiunto i 9 milioni di dollari a Art Basel Miami Beach.

    Vendita Record: Nel maggio 2025, Miss January (1997) è stato venduto per 13,6 milioni di dollari alla Christie's, stabilendo un nuovo record per un’artista vivente.

    Dumas è rappresentata dalla David Zwirner Gallery dal 2008.

    Significato Storico e Eredità

    Influenza Contemporanea: Marlene Dumas è considerata una delle pittrici contemporanee più importanti. Il suo lavoro sfida le concezioni convenzionali del ritratto ed esplora questioni sociali e politiche difficili con sensibilità e profondità.

    Impatto sul Mondo dell’Arte: Ha influenzato una generazione di artisti attraverso i suoi dipinti emotivamente carichi e la sua volontà di affrontare argomenti tabù.

    La sua arte continua a provocare un dialogo sull'identità, la rappresentazione e le complessità dell'esperienza umana.

    Museo

    la Biennale di Venezia

    In mostra presso Venezia, Italia

    Origini e Storia de la Biennale di Venezia

    Le radici de la Biennale di Venezia affondano nelle acque della storia, risalendo a una risoluzione approvata dal Consiglio Comunale di Venezia il 19 aprile 1893. Questo atto legislativo nacque dalla visione lungimirante di un gruppo di intellettuali veneziani, guidati dal sindaco dell'epoca, Riccardo Selvatico, con l'ambizioso obiettivo di istituire una mostra biennale d'arte nazionale capace di stimolare la vitalità creativa e il mercato artistico, sia all'interno della città che nell'intero Stato italiano unificato. In seguito a questa iniziativa, nel 1895 venne lanciata la prima Esposizione d'Arte, segnando la fondazione formale dell'istituzione come società culturale.

    Nel corso dei decenni successivi, l'organizzazione ha saputo espandere i propri orizzonti, superando il focus iniziale sulle arti visive per abbracciare nuove forme di espressione. La struttura dell'istituzione si è evoluta attraverso la nascita di settori specializzati che ne hanno ridefinito l'identità: la musica nel 1930, il cinema nel 1932 e il teatro nel 1934. Successivamente, il panorama della creatività contemporanea ha visto l'integrazione del settore dell'architettura nel 1980 e, più recentemente, quello della danza nel 1999, testimoniando una crescita multidisciplinare che riflette i mutamenti profondi del linguaggio artistico moderno.

    Un momento di svolta fondamentale per l'istituzione è avvenuto nel gennaio 2004, quando, attraverso un decreto di riforma legislativa, la Biennale di Venezia è stata trasformata in Fondazione. Questo cambiamento ha rinnovato il suo quadro amministrativo, pur preservando l'impegno incrollabile verso l'organizzazione di eventi internazionali e la promozione delle nuove tendenze artistiche. Oggi, l'istituzione continua la sua missione attraverso i suoi vari dipartimenti, mantenendo una presenza iconica a Venezia attraverso i Giardini di Castello e l'Arsenale.

    I Diversi Settori della Biennale

    La struttura multidisciplinare della Biennale riflette un impegno storico verso molteplici forme di espressione creativa. Sebbene la fondazione abbia avuto origine con il settore artistico, l'istituzione ha saputo espandere il proprio orizzonte nel corso del XX secolo, abbracciando nuove dimensioni dell'intelletto umano. Il settore della musica è stato istituito nel 1930, seguito da quello del cinema nel 1932, mentre il teatro ha trovato il suo spazio nel 1934. Questi dipartimenti permettono un dialogo costante e vibrante tra diversi linguaggi artistici, radicati profondamente nel tessuto culturale veneziano.

    Sviluppi successivi hanno portato un focus specializzato verso l'ambiente costruito e il movimento. Il settore dell'architettura è stato introdotto nel 1980, mentre il settore della danza è stato aggiunto più recentemente, nel 1999. Questa evoluzione organica assicura che l'istituzione rimanga un palcoscenico d'avanguardia per la pratica contemporanea in moltissime discipline. L'organizzazione opera oggi attraverso un modello fondazionale, a seguito della trasformazione avvenuta tramite un decreto di riforma legislativa nel gennaio 2004.

    I Grandi Spazi e la loro Ubicazione

    Gli spazi espositivi de la Biennale di Venezia si distribuiscono attraverso diversi siti iconici tra la città di Venezia e l'isola del Lido, creando un tessuto urbano e culturale unico. I Giardini di Castello fungono da cuore pulsante per le arti visive e l'architettura; all'interno di questo parco storico, si trovano trenta padiglioni nazionali, tra cui spicca il Padiglione Britannico, un edificio neoclassico del XIX secolo che accoglie artisti fin dal 1909. I Giardini offrono un ambiente strutturato e armonioso, ideale per queste prestigiose esposizioni internazionali.

    L'Arsenale occupa invece una porzione fondamentale del panorama espositivo. Nato come frenetico cantiere navale, questo sito industriale si è trasformato in una maestosa cornice per l'arte visiva e l'architettura. La vastità dell'Arsenale permette la realizzazione di installazioni monumentali all'interno delle sue strutture storiche, mentre nelle vicinanze, il Teatro alle Tese e il Teatro Piccolo Arsenale offrono i contesti ideali per la danza, la musica e il teatro, spazi capaci di accogliere il movimento e il suono propri delle arti performative.

    Le esposizioni cinematografiche, invece, trovano il loro fulcro sul Lido. Il Palazzo del Cinema e il Palazzo del Casinò fungono da sedi principali per queste presentazioni cinematografiche, garantendo un prestigio unico alle proiezioni. Questa sapiente distribuzione dei siti assicura che le diverse discipline della Biennale siano ospitate in ambienti perfettamente adatti alle loro specifiche esigenze, spaziando dagli scenari aperti dei Giardini alle sale specializzate del Lido.

    Il Padiglione Britannico e la sua Eredità

    Immerso nel cuore pulsante dei Giardini, il Padiglione Britannico si presenta come un raffinato esempio di architettura neoclassica del XIX secolo, un edificio protetto dal suo valore storico. Nato originariamente come un accogliente caffè-ristorante, la struttura ha vissuto una metamorfosi profonda nel 1909, quando E. A. Rickards la trasformò in uno spazio dedicato all'esposizione artistica. Un momento cruciale per la sua identità avvenne nel 1937, quando il British Council ne assunse la responsabilità, sancendo una presenza duratura e autorevole all'interno dei territori della Biennale.

    Dall'inizio della sua nuova vita espositiva, oltre 600 artisti provenienti dal Regno Unito hanno attraversato le sue soglie, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'arte contemporanea. Nel corso dei decenni, il processo di selezione è sapientemente evoluto per riflettere i mutamenti delle pratiche artistiche globali. A partire dagli anni Settanta, il Padiglione ha adottato un approccio più focalizzato e intimo, scegliendo di dedicare il proprio spazio ogni anno a un singolo artista o a una specifica ricerca espressiva, trasformandosi in un palcoscenico per l'indagine artistica più profonda.

    La cronologia del Padiglione è costellata dalle presenze di figure monumentali che hanno segnato l'arte britannica. Tra i protagonisti che hanno lasciato un segno indimenticabile, si ricordano:

    Henry Moore

    Barbara Hepworth

    Francis Bacon

    Lucian Freud

    Anish Kapoor

    Tracey Emin

    Mostre e Ricerca Artistica

    La Biennale opera secondo un ciclo biennale, alternando ogni anno l'attenzione tra l'arte e l'architettura. L'accesso al pubblico è garantito per sei mesi ogni anno, da maggio fino a novembre, un calendario che assicura una presenza costante nel panorama culturale veneziano, offrendo un ritmo strutturato per la partecipazione internazionale. L'istituzione preserva la propria continuità storica attraverso l'ASAC, l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee, che custodisce la documentazione essenziale che compone la memoria della Biennale.

    La ricerca e lo sviluppo professionale sono parte integrante del tessuto istituzionale. Nel 2014 è stato lanciato il programma Venice Fellowships per sostenere artisti e architetti; un'iniziativa che offre uno spazio dedicato alla ricerca, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con la città e i suoi specifici contesti artistici. La programmazione affronta spesso temi globali complessi, come il cambiamento climatico e i diritti dei migranti, attraverso conversazioni curate e installazioni di grande scala.

    Nyau Cinema, 2015

    The Anti-Clock Project, 2015

    Let Us Now Praise Famous Men, 1936

    Eventi Recenti e Prossimi Appuntamenti della Biennale

    Il calendario della stagione 2023 abbraccia un vasto spettro di discipline che si snodano tra le calli di Venezia e le atmosfere del Lido. La Biennale Danza anima la città dal 13.07 al 29.07, un viaggio coreutico che precede la Biennale Teatro, appuntamenti che si svolgono a Venezia tra il 15.06 e il 1.07. Il sipario si sposta poi verso il Lido di Venezia con la Biennale Cinema, che accoglie il pubblico dal 30.08 al 9.09. Verso la fine dell'anno, la Biennale Musica torna a risuonare tra Venezia dal 16.10 al 29.10, mentre la Biennale Architettura si estende per un arco temporale più ampio, dal 20.05 al 26.11.

    Guardando all'anno successivo, la Biennale Arte 2024 è prevista a Venezia dal 20.04 al 24.11. Questo ricco programma di eventi riflette la profonda struttura multidisciplinare dell'istituzione, capace di alternare l'arte visiva all'architettura e di dedicare spazi preziosi al cinema, alla danza, alla musica e al teatro. È proprio questa programmazione a garantire che i diversi settori della fondazione rimangano pulsanti e vitali durante tutto l'arco dell'anno.

    Per approfondire

    Disponibile online

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    wikioo.org/it/art/download/marlene-dumas-skulls-D4MTGG-en/

    Cita quest'opera

    MLA
    Dumas, Marlene. Skulls. 2015, la Biennale di Venezia. https://wikioo.org/it/art/marlene-dumas-skulls-D4MTGG-en/
    APA
    Dumas, Marlene (2015). Skulls [Painting]. la Biennale di Venezia. https://wikioo.org/it/art/marlene-dumas-skulls-D4MTGG-en/
    Chicago
    Marlene Dumas. Skulls. 2015. la Biennale di Venezia. https://wikioo.org/it/art/marlene-dumas-skulls-D4MTGG-en/
    Harvard
    Dumas, Marlene (2015) Skulls. la Biennale di Venezia. Available at: https://wikioo.org/it/art/marlene-dumas-skulls-D4MTGG-en/

    Un dettaglio ravvicinato

    Skulls — Marlene Dumas

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: skull, portrait, human form. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi No Interviews, Please (1989), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Contemporary Realism: Living artists painting the real world with traditional skill, often from photographs as well as from life. Dove si può osservare questo elemento in quest'opera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Quiz d'arte

    Skulls — Marlene Dumas

    Quanto conosci quest'opera d'arte?

    Seleziona una risposta per ciascuna delle 5 domande riportate di seguito. Ciascuna presenta esattamente una risposta corretta.

    1. 1. What is Marlene Dumas known for?

      • A Abstract Expressionism
      • B Photorealism
      • C Emotionally charged portraits exploring themes of race, sexuality, identity & vulnerability
    2. 2. Where was Marlene Dumas born?

      • A Amsterdam
      • B Cape Town
      • C Berlin
    3. 3. What is the painting 'Skulls' primarily characterized by?

      • A Detailed anatomical rendering
      • B Bold geometric shapes
      • C Bleeding lines and stains of wash against spare backgrounds
    4. 4. The image depicts a row of skulls displayed on what structure?

      • A A sculpture garden
      • B A cathedral altar
      • C A wall
    5. 5. Which artistic movement does Marlene Dumas's work align with?

      • A Impressionism
      • B Cubism
      • C The Pictures Generation

    Il mio punteggio: ____ su 5

    Chiave di correzione — per l'insegnante

    Questo darà inizio a una nuova pagina stampata, che può quindi essere semplicemente omessa dalle copie.

    1C · 2B · 3C · 4C · 5C

    Verifica ogni risposta confrontandola con la scheda del catalogo di questo dipinto

    Domande e risposte

    Come viene descritta la tavolozza di "Skulls" di Marlene Dumas?

    "Skulls" di Marlene Dumas utilizza una tavolozza di colori Neutrals. La palette riassume il carattere cromatico complessivo dell'opera.

    Che atmosfera saprebbe conferire a una stanza una riproduzione di "Skulls" di Marlene Dumas?

    L'atmosfera Romantic di "Skulls" di Marlene Dumas si sposa perfettamente con lo spazio consigliato: un/una Living Room.

    Dove posso acquistare una stampa di "Skulls" di Marlene Dumas?

    Per ordinare una stampa di "Skulls" di Marlene Dumas, ti basta cercarla nella sua pagina dedicata Stampa Fine Art: una stampa fine art su tela di cotone o carta canvas d'archivio.