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David Hammons

Brevi note biografiche

  • Copyright status: Under copyright
  • Museums on APS:
    • The Baltimore Museum of Art
    • The Baltimore Museum of Art
    • Nasher Museum of Art at Duke University
    • Nasher Museum of Art at Duke University
    • Nasher Museum of Art at Duke University
  • Art period: Moderno
  • Nationality: Stati Uniti d'America
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  • Born: 1943, Springfield, Stati Uniti d'America
  • Top-ranked work: Money Tree
  • Works on APS: 4
  • Top 3 works:
    • Money Tree
    • Traveling
    • Traveling (side view)

David Hammons è un artista americano celebre soprattutto per le sue opere realizzate tra New York e Los Angeles durante gli anni Settanta e Ottanta.
Nato nel 1943 a Springfield, nell'Illinois, fu il più giovane di dieci figli di una madre single. Nel 1962 si trasferì a Los Angeles, dove frequentò il Chouinard Art Institute (oggi CalArts) dal 1966 al 1968 e l'Otis Art Institute dal 1968 al 1972. In quel periodo fu influenzato da artisti di fama internazionale come Bruce Nauman, John Baldessari e Chris Burden, ma fu anche parte integrante di un gruppo pionieristico di artisti afroamericani e musicisti jazz di Los Angeles, la cui influenza si estese ben oltre i confini della città. Nel 1974 Hammons si stabilì a New York City, dove acquisì gradualmente una notorietà nazionale; tuttora vive e lavora nella metropoli.
Gran parte della sua produzione riflette l'impegno profondo verso i movimenti per i diritti civili e il Black Power. Un esempio emblematico è la sua opera giovanile Spade with Chains (1973), in cui l'artista utilizza un termine provocatorio e dispregiativo, accostandolo allo strumento agricolo letterale, per creare un gioco visivo tra la lama di una vanga e una maschera africana, offrendo al contempo una riflessione contemporanea sui temi della schiavitù e della resistenza. Questo lavoro faceva parte di una più ampia serie di opere legate alla "vanga" negli anni Settanta, tra cui Bird (197ello), dove la figura di Charlie Parker viene evocata da una vanga che emerge da un sassofono, e Spade, una stampa del 1974 in cui l'artista premette il proprio volto sulla forma lasciando un'impronta caricaturale dai tratti negroidi.
Nel 1980, Hammons prese parte alla rivoluzionaria mostra The Times Square Show organizzata da Colab, che funse da forum di scambio idee per una nuova generazione di artisti alternativi a New York. La sua installazione era composta da scintillanti frammenti di vetro sparsi (provenienti da bottiglie rotte di vino Night Train).
Altre sue opere giocano sull'associazione tra il basket e i giovani uomini neri, come i disegni realizzati facendo rimbalzare ripetutamente una pallina da basket sporca su enormi fogli di carta bianca pulita stesi sul pavimento; una serie di canestri monumentali, meticolosamente decorati con tappi di bottiglia che evocano mosaici e design islamici; e Higher Goals (1986), dove un comune canestro, rete e tabellone sono posti su un palo alto tre piani, commentando le aspirazioni quasi impossibili della celebrità sportiva come via d'uscita dal ghetto.
Attraverso la varietà dei suoi lavori, dei media utilizzati e i frequenti cambiamenti di direzione, Hammons è riuscito a evitare uno stile visivo univoco. Molta della sua opera richiama e condivide le inquietudini del minimalismo e della post-minimal art, ma con l'aggiunta di riferimenti duchampiani legati al ruolo delle persone nere nella società americana.
Riflettendo sulle opere di James Turrell riguardanti la percezione della luce, Hammons dichiarò: "Vorrei poter fare arte di quel tipo, ma siamo troppo oppressi perché io possa avventurarmi in quella direzione... Mi piacerebbe farlo perché potrebbe essere qualcosa di molto 'black'. Sapete, come artista nero, occupandomi solo della luce. Direbbero: 'Come diavolo può farcela, venendo da dove viene?'. Voglio arrivarci, ci sto provando, ma non sono ancora abbastanza libero. Sento ancora di dover trasmettere il mio messaggio."
Oltre al focus sulle sfumature culturali, l'opera di Hammons discute anche le nozioni di spazio pubblico e privato, nonché ciò che costituisce una merce di valore. Un'illustrazione di questi concetti si trova in Bliz-aard Ball Sale (1983), una performance in cui Hammons si posiziona accanto ai venditori ambulanti nel downtown di Manhattan per vendere palle di neve a un prezzo basato sulla dimensione. Questo atto funge sia da parodia dello scambio commerciale, sia da commento sulla natura capitalistica dell'arte promossa dalle gallerie. Inoltre, pone un accento satirico sulla "bianchezza", ridicolizzando la superficiale lusso della classificazione razziale e criticando le dure realtà sociali del commercio di strada vissute da chi è stato discriminato per razza o classe.
Merita nota anche l'uso da parte dell'artista di materiali scartati o abbietti, inclusi, tra gli altri, sterco di elefante, parti di pollo, ciocche di capelli afroamericani e bottiglie di vino economico. Molti critici vedono in questi oggetti un'evocazione della disperazione della classe urbana nera e povera, ma si dice che Hammons vi vedesse una sorta di potere sacro o ritualistico, motivo per cui li utilizzò così estensivamente.
In The Window: Rented Earth: David Hammons, una delle sue prime mostre personali al New Museum, l'artista affrontò la relazione diametralmente opposta tra spiritualità e tecnologia, giustapponendo una maschera tribale africana con un'invenzione moderna: un televisore giocattolo per bambini.
Hammons esplorò anche il medium video, collaborando con l'artista Alex Harsley a diversi lavori, tra cui Phat Free (originariamente intitolato Kick the Bucket), presentato alla Whitney Biennale e in altre sedi. Hammons e Harsley hanno collaborato anche su installazioni presso la 4th Street Photo Gallery di New York, un noto spazio espositivo per artisti dell'East Village.

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