Cerca

Jan I Sadeler

1550 - 1600

Brevi note biografiche

  • Works on APS: 2
  • Copyright status: Public domain
  • Top 3 works:
    • The Holy Family in Egypt
    • Winter
  • Also known as:
    • Giovanni I Sadeler
    • Johannes Sadeler
  • Museums on APS:
    • Staatliche Museen zu Berlin
    • Staatliche Museen zu Berlin
    • Staatliche Museen zu Berlin
    • Rijksmuseum
    • Rijksmuseum
  • Art period: Rinascimento
  • Espandi dettagli…
  • Nationality: Belgio
  • Died: 1600
  • Born: 1550, Bruxelles, Belgio
  • Lifespan: 50 years
  • Top-ranked work: The Holy Family in Egypt

La famiglia Sadeler rappresentò la più vasta e probabilmente la più influente dinastia di incisori fiamminghi, capace di dominare la scena della stampa nell'Europa settentrionale tra la fine del XVI e il XVII secolo, agendo con uguale maestria sia come artisti che come editori. Come accadeva per altre stirpi illustri, quali i Wierix o la famiglia Van de Passe, lo stile dei membri della casata era così omogeneo che le loro opere risultano spesso difficili da distinguere in assenza di una firma, di una data o di prove certe del luogo di produzione. In totale, almeno dieci esponenti dei Sadeler operarono come incisori tra i Paesi Bassi spagnoli, la Germania, l'Italia, la Boemia e l'Austria.
Gran parte della loro produzione più eccelsa consisteva in stampe riproduttive di altissima qualità ispirate ad artisti contemporanei, come Bartholomeus Spranger o la famiglia veneziana dei Bassano (Jan I e Rafael I), opere che giocarono un ruolo cruciale nella diffusione della reputazione e dello stile di questi maestri in tutto il continente.
Le radici dei Sadeler affondano nell'arte degli "orafo-incisori" di armature di Aalst. Jan de Saeyelleer, o Sadeleer, fu padre di tre figli, tutti comunemente chiamati "Sadeler": Jan I (1550 Bruxelles - 1600 Bruxelles o forse Venezia), Aegidius I (ca. 1555 Bruxelles - ca. 1609 Francoforte sul Meno) e Rafael I (1560/61 Anversa - 1628 o 1632). Un altro membro, Marcus o Marco, fu un tipografo e forse editore attivo a Haarlem intorno al 1586-87, presumibilmente parte della famiglia, sebbene la sua posizione esatta nella genealogia rimanga incerta.
Jan I fu il padre di Justus (ca. 1572 Anversa - ca. 1620) e Marcus Christoph (nato a Monaco, attivo dal 1614 al dopoguerra 1650). Aegidius I fu il padre di Aegidius II (ca. 1570 Anversa - 1629 Praga). Rafael I fu il padre di Rafael II (1584 - 1627 o 1632, entrambi Anversa), Jan II (ca. 1588 - 1665 o oltre) e Filips (ca. 1600, attivo fino al 1650). Aegidius II fu invece il padre di Tobias, attivo a Vienna tra il 1670 e il 1675.
Entro il 1572, Jan si era stabilito ad Anversa, che all'epoca era il fulcro del mondo della stampa, con laboratori straordinariamente produttivi che rifornivano editori dotati di eccellenti reti distributive in tutta Europa. In quell'anno divenne maestro della gilda degli artisti di San Luca e si sposò nella cattedrale di Anversa. Già tra il 1569 e il 1570 collaborava con l'editore Christophe Plantin. Suo fratello minore, Rafael I, lo raggiunse lì, e i due continuarono a lavorare strettamente insieme, trasferendosi a Colonia intorno al 1579, pur continuando a frequentare Anversa. Le turbolenze della rivolta olandese dispersero gli artisti di Anversa in tutta l'Europa settentrionale; dopo l'assedio di Anversa nel 1585, Jan e Rafael lavorarono in diverse città tedesche — Magonza, Francoforte sul Meno, Monaco — senza stabilirsi a lungo, prima di dirigersi verso l'Italia nel 1593, luogo in cui Jan potrebbe essere deceduto. Il loro viaggio li portò prima a Verona, accompagnati dal nipote Aegidius II, e successivamente a Venezia dal 1596/7, dove aprirono una bottega. Nel 1604 Rafael tornò a Monaco, dove rimase per gran parte del resto della sua vita, di cui l'ultimo documento risale al 1622. Il figlio di Jan, Marcus o Marco, rimase in Italia come editore e artista, sebbene possa esserci confusione tra la sua opera e quella del presunto parente, l'anziano Marcus.
Tre delle loro incisioni più celebri ispirate ai Bassani sono note come le "scene di cucina dei Sadeler". Esse ritraggono rispettivamente Cristo nella casa di Maria e Marta, a Emmaus, e la storia di Lazzaro e la povera Marta.
Il matrimonio di Pelia e Teti, Jan Sadeler, ca. 1580–1600
Aegidius Sadeler (talvolta scritto Egidius o Gilles) fu anche pittore e uno dei più eminenti incisori del manierismo settentrionale, considerato il migliore della dinastia. Dopo essersi trasferito a Colonia nell'infanzia (ca. 1579) e poi a Monaco (ca. 1588), si formò ad Anversa e si recò in Italia, lavorando a Roma (1593) per poi tornare a Monaco con gli zii Jan e Rafael nel 1594, viaggiando con loro verso Verona e probabilmente Venezia (1595–97). Dopo un viaggio (apparentemente solitario) a Napoli, si trasferì a Praga nel 1597, dove trascorse il resto della sua vita, lavorando principalmente per l'imperatore Rodolfo II. Visse per un periodo nella dimora di Bartholomeus Spranger, le cui opere incise con maestria. Data la sua importanza storica, i riferimenti a "Aegidius Sadeler" si riferiscono più probabilmente a lui che al padre.
Egli vendeva stampe da uno stand nella Sala Vladislav nel castello di Praga, come documentato da una sua celebre incisione del 1607; le sue stampe ispirate a Spranger, Roelant Savery e altri artisti praghese furono fondamentali per la diffusione dello stile del manierismo rodolfino in Europa, specialmente in Germania e nei Paesi Bassi. Fu anche pittore, sebbene non siano sopravvissute opere che possano essere attribuite con certezza alla sua mano.
Le sue prime opere consistevano principalmente in stampe religiose basate su pittori del nord, spesso organizzate in serie. In Italia integrò il repertorio con artisti settentrionali attivi in territorio italiano, come Paul Bril e Denis Calcart, oltre ai grandi maestri italiani di generazioni precedenti (Tiziano, Raffaello, Parmigianino) e contemporanei (Tintoretto, Barocci). A Praga incise i manieristi della corte di Rodolfo, ma realizzò anche numerosi ritratti di personaggi illustri e incise molti dei disegni di Dürer presenti nella collezione imperiale. Collaborò inoltre con Jacobus Typotius all'opera emblematica praghese, Symbola Divina et Humana.

altro...




WikiOO.org © WikiOO.org - Tutti i diritti riservati