La vita e i viaggi di Jan Peeter Verdussen
Nato ad Anversa, in Belgio, intorno al 1700, Jan Peeter Verdussen si distinse come pittore, disegnatore e incisore fiammingo. Figlio di Pieter Verdussen ed Elisabeth le Febure, è probabile che abbia ricevuto la sua formazione artistica proprio dal padre. La sua famiglia possedeva radici profonde nel mondo dell'arte: il padre era un celebre pittore di battaglie e sua zia, Chatharina Verdussen, era a sua volta una pittrice.
La carriera di Verdussen lo portò a spaziare attraverso l'Europa. Il 31 marzo 1743 arrivò a Torino, dove servì come pittore di corte per Carlo Emanuele III, Re di Sardegna. Durante questo periodo, ebbe l'onore di accompagnare il sovrano nelle sue campagne militari. Dopo l'esperienza torinese, si trasferì in Francia, apparendo a Marsiglia nel 1744. Qui ottenne un prestigioso riconoscimento diventando membro e, successivamente, direttore dell'Accademia locale, prima di stabilirsi definitivamente ad Avignone, dove morì il 31 marzo 1763.
Temi artistici e opere
Le opere di Verdussen si distinguono per una straordinaria varietà di soggetti, che spaziano con maestria tra dinamismo e realismo.
Le sue tele illustrano spesso eventi storici di grande impatto, come le vittorie del suo patrono, tra cui le celebri rappresentazioni della Battaglia di Guastalla. Alcune di queste opere furono erroneamente attribuite in passato a Hyacynthe de La Pegna, finché delle ricevute di pagamento non ne confermarono l'autentica paternità a Verdussen. Oltre alla pittura, l'artista si dedicò con grande talento alla grafica, producendo una serie di 12 incisioni intitolata Cavalli e paesaggi; queste opere ritraggono equini impegnati in diverse attività, dalla caccia alla battaglia, fino al traino di carri e al lavoro agricolo, senza dimenticare scene bucoliche, come quella che vede tre mucche lungo le rive di un fiume.