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i.
Il cuore della scena.
ii.
Luce e sfondo.
iii.
La pennellata.
Il dipinto
Descrizione del reperto
Scopri Botticelli (dettaglio) di Andy Warhol: un'interpretazione audace del celebre dipinto rinascimentale reinterpretata dallo stile Pop Art dell'artista americano. Un capolavoro iconico nella collezione MoMA.
Biografia dell'artista
L'icona Pop Art Andy Warhol creò i leggendari Campbell's Soup Cans. Scopri oggi il suo vibrante mondo tra celebrità e consumismo.
Introduzione all'Artista e alla Pittura
Andy Warhol, figura dominante nel movimento Pop Art, è noto per la sua esplorazione della cultura consumistica, dei mezzi di comunicazione di massa e della celebrità. Tra le sue opere diverse, la serie Botticelli (dettaglio) di Warhol spicca come una fascinosa fusione dell'estetica rinascimentale e dell'arte contemporanea Pop Art. Questo articolo approfondisce il mondo affascinante delle Botticelli di Andy Warhol, evidenziando la sua rilevanza storica e il suo valore artistico. Warhol, un artista americano nato nel 1928 a Pittsburgh, Pennsylvania, ha rivoluzionato l’arte con il suo approccio innovativo alla produzione industriale e alla riproduzione grafica, creando opere che hanno catturato l'immaginazione del pubblico di tutto il mondo. Il suo stile distintivo è caratterizzato dall'uso ripetitivo di immagini semplici e dalla sovrapposizione di colori vivaci, elementi che riflettono la visione del mondo dell’artista e lo spirito del suo tempo. Warhol studiò disegno pittorico presso l'Istituto Carnegie di Tecnologia (ora Carnegie Mellon University), laureandosi nel 1949. Dopo la laurea, si trasferì a New York City per perseguire una carriera come illustratore commerciale, ottenendo successo con i suoi disegni linee caratteristici per pubblicazioni di moda. Questo lavoro iniziale gli fornì una profonda comprensione della comunicazione visiva e della produzione industriale che avrebbe influenzato profondamente il suo stile artistico. Warhol iniziò la sua attività artistica con opere ispirate alla cultura popolare e alla pubblicità, creando immagini iconiche che hanno contribuito a definire l'estetica del movimento Pop Art. Tra le sue opere più importanti figurano Campbell’s Soup Cans (1962), una serie di stampe silkscreen che rappresentano lattine di zuppa Campbell in modo ripetitivo e uniforme, e Marilyn Diptych (1962), un ciclo di stampe silkscreen che raffigurano ritratti di Marilyn Monroe in diverse pose e colori. Queste opere sono diventate simboli della cultura popolare americana degli anni Sessanta e hanno suscitato ampio dibattito sulla natura dell'arte contemporanea e sul suo rapporto con il mercato commerciale. Warhol utilizzò una tecnica innovativa chiamata silkscreen printing, che gli permise di creare opere d’arte in modo efficiente e ripetitivo, sfruttando le potenzialità della produzione industriale per raggiungere un vasto pubblico. Questo metodo creativo fu influenzato dalle nuove tecnologie dell'epoca e dalla diffusione della stampa offset, elementi che contribuirono a trasformare il panorama artistico americano degli anni Sessanta. Warhol era considerato uno dei più importanti artisti americani del secondo mezzo del XX secolo grazie alla sua capacità di esprimere idee complesse attraverso immagini semplici e riconoscibili. Il suo stile unico è caratterizzato dall'uso ripetitivo di colori vivaci, dalla sovrapposizione di elementi grafici diversi e dall’applicazione uniforme della stampa silkscreen su superfici tessili o carta. Warhol era affascinato dalle nuove forme espressive offerte dalla cultura popolare e dalla pubblicità, creando opere che riflettevano gli interessi estetici del suo tempo.Significato Storico e Valore Artistico
La serie Botticelli (dettaglio) di Warhol rappresenta una reinterpretazione audace delle opere iconiche del maestro italiano Sandro Botticelli, tra cui La Primavera e Nascita di Venere. Warhol utilizzò la tecnica dello silkscreen per trasformare questi capolavori senza tempo in opere d’arte contemporanee che sfidano le convenzioni estetiche tradizionali e promuovono una nuova visione della bellezza. Questo progetto artistico fu ispirato dalle teorie filosofiche dell'epoca, in particolare dall'influenza del pensiero umanistico e dalla riscoperta dei valori estetici dell'antichità classica. Warhol cercò di esprimere attraverso la sua arte un senso di meraviglia e stupore di fronte alla bellezza naturale e alla complessità della condizione umana. Questo approccio creativo fu influenzato dalle nuove teorie scientifiche che stavano emergendo nel periodo, in particolare dalla nascita della fisica moderna e dalla scoperta delle leggi fondamentali dell'universo. Warhol era interessato alle relazioni tra arte e scienza, cercando di creare opere che fossero allo stesso tempo esteticamente belle e intellettualmente stimolanti. Questo progetto artistico fu anche ispirato dalle esperienze culturali del suo tempo, in particolare dall’influenza della letteratura europea e dalla diffusione delle nuove forme espressive come il teatro musicale e il cinema muto. Warhol utilizzò una varietà di tecniche artistiche per creare opere che fossero coerenti con queste influenze culturali, sfruttando le potenzialità della stampa silkscreen e altre tecnologie grafiche avanzate. Questo approccio creativo fu considerato innovativo rispetto alle pratiche artistiche tradizionali, contribuendo a trasformare il panorama artistico americano degli anni Sessanta. Warhol era un artista poliedrico che esplorò diversi ambiti creativi, dalla pittura alla scenografia al cinema alla musica, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento e sperimentazione. Questo progetto artistico fu anche influenzato dalle nuove idee filosofiche che stavano emergendo nel periodo, in particolare dall'influenza del pensiero esistenzialista e dalla riflessione sulla condizione umana. Warhol cercò di esprimere attraverso la sua arte un senso di inquietudine e responsabilità nei confronti della società contemporanea, invitando lo spettatore a interrogarsi sulle proprie convinzioni morali ed etiche. Questo approccio creativo fu considerato provocatorio rispetto alle norme sociali dell'epoca, contribuendo a stimolare il dibattito pubblico sulla libertà individuale e sui diritti umani. Warhol era un artista attivo nel movimento culturale degli anni Sessanta, partecipando a eventi artistici importanti come la Biennale di Venezia e il Festival di Cannes. Questo progetto artistico fu anche ispirato dalle nuove forme espressive che stavano emergendo nel periodo, in particolare dalla nascita della musica rock and roll e dall'influenza delle nuove tecnologie dell’epoca. Warhol utilizzò una varietà di strumenti musicali per creare opere che fossero coerenti con queste influenze culturali, sfruttando le potenzialità della registrazione sonora e della produzione musicale avanzata. Questo approccio creativo fu considerato innovativo rispetto alle pratiche musicali tradizionali, contribuendo a trasformare il panorama musicale americano degli anni Sessanta. Warhol era un artista che cercò di esprimere attraverso la sua arte una visione del mondo originale e anticonformista, rifiutando le convenzioni estetiche tradizionali e promuovendo una nuova sensibilità culturale. Questo progetto artistico fu anche ispirato dalle nuove idee filosofiche che stavano emergendo nel periodo, in particolare dall'influenza della filosofia marxista e dalla riflessione sulla giustizia sociale e sull’uguaglianza economica. Warhol era un artista impegnato nella lotta per i diritti civili e la libertà di espressione, sostenendo cause importanti come il movimento pacifista e la battaglia contro la discriminazione razziale. Questo progetto artistico fu anche ispirato dalle nuove forme espressive che stavano emergendo nel periodo, in particolare dalla nascita della danza contemporanea e dall'influenza delle nuove tecnologie dell’epoca. Warhol utilizzò una varietà di movimenti corporei per creare opere che fossero coerenti con queste influenze culturali, sfruttando le potenzialità della comunicazione non verbale e dell’espressione artistica attraverso il corpo. Questo approccio creativo fu considerato rivoluzionario rispetto alle pratiche artistiche tradizionali, contribuendo a trasformare il panorama culturale americano degli anni Sessanta."Domande e risposte
In quale ambiente si consiglia di collocare "Botticelli (dettaglio)" di Andy Warhol?
Una riproduzione di "Botticelli (dettaglio)" si adatta perfettamente a un/una Zona living.
In che modo "Botticelli (dettaglio)" si inserisce nei temi e nello stile di Andy Warhol?
"Botticelli (dettaglio)" appartiene alla produzione Pop Art di Andy Warhol, i cui temi ricorrenti includono renaissance aesthetics blended with pop art., iconic mythological figure reimagined., celebrity culture as artistic subject., exploring beauty and value through repetition., notable work within warhol's prolific output., influence of sandro botticelli’s venus..
In che modo i colori di "Botticelli (dettaglio)" di Andy Warhol si riflettono nel suo impatto emotivo?
La tavolozza Toni pastello di "Botticelli (dettaglio)" di Andy Warhol si sposa con il suo tono emotivo Romantico. Il colore è uno dei mezzi attraverso cui un'opera trasmette emozioni.
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Questo metodo è pienamente conforme alle normative sul diritto d'autore poiché non prevede la copia o la duplicazione dell'opera protetta. Si tratta invece di una rielaborazione creativa: un nuovo dipinto che trae ispirazione dall'originale, senza tuttavia esserne identico.
Andy Warhol
1928 - 1987, Stati Uniti d'America
L'autore dell'opera
Biografia dell'artista
Gli Anni Formativi di Andy Warhol
Per comprendere le dinamiche dell'immagine moderna, è necessario volgere lo sguardo all'aspro scenario industriale di Pittsburgh, in Pennsylvania. Andy Warhol nacque come Andrew Warhola Jr. il 6 agosto 1928, immerso in un ambiente operaio privo di qualsiasi pretesa di alta cultura. Era il più giovane di tre figli, nato da Andrej Warhola e Julia Zavacky Warhola. I suoi genitori erano immigrati provenienti dalla regione europea che oggi corrisponde alla Slovacchia, un retaggio che lo ancorò a una realtà americana specifica e senza filtri. Questa discendenza fornì la tensione fondamentale tra l'esperienza dell'immigrato e l'esplosione del consumismo che avrebbe documentato in seguito.
La stabilità dei suoi primi anni fu interrotta dalle dure realtà del lavoro industriale e della malattia. Suo padre lavorava in una miniera di carbone, un impiego che definì il panorama economico della famiglia fino alla sua morte, avvenuta nel 1942 per peritonite tubercolare. Questa perdita colpì Warhol quando aveva solo quattordici anni, un periodo che privò la sua giovinezza della sicurezza domestica. Il nucleo familiare fu plasmato dalla durezza del paesaggio di Pittsburgh e dalla improvvisa assenza del principale sostentamento economico. Questi anni primordiali non furono un preludio alla fama, ma un periodo di cruda e materiale necessità.
Malattia infantile e prima creatività
Il linguaggio visivo che avrebbe infine definito un intero secolo ebbe inizio nell'immobilità forzata di una stanza di malattia. Una crisi infantile di corea di Sidenham, nota anche come ballo di San Vitale, lo costrinse a lunghi periodi di isolamento domestico. Questo confinamento non fu un vuoto, bensì un periodo di osservazione intensa e concentrata. Trascorse quei giorni a disegnare e a costruire album ritagliati da riviste di Hollywood, assorbendo i volti lucidi e artificiali di una lontana cultura delle celebrità. Sua madre fornì la materia prima essenziale: fumetti e riviste cinematografiche. Questi furono i primi immagini che imparò a decodificare, stabilendo una preferenza per il prodotto di massa rispetto all'unicità dell'opera singola.
Questa precoce immersione nei media stampati creò un modo specifico di vedere il mondo. Egli non guardava la realtà attraverso lenti classiche, ma attraverso l'immaginario saturo e ripetitivo della pagina rivista. La sua fascinazione per la macchina fotografica emerse parallelamente a questo addestramento visivo. Amava usare la fotocamera Kodak Baby Brownie Special della famiglia per catturare ciò che lo circondava. Questo interesse fu preso seriamente dalla sua famiglia; suo padre e i suoi fratelli gli costruirono una camera oscura in cantina. Tale configurazione gli permise di passare dalla semplice osservazione alla manipolazione tecnica delle immagini, una competenza che avrebbe successivamente sostenuto tutto il suo approccio alla riproduzione artistica.
Formazione Accademica e Successo Commerciale
La transizione di Andy Warhol da studente a professionista fu guidata da una precisione tecnica appresa attraverso l'istruzione formale. Dopo aver frequentato la Holmes Elementary School e la Schenley High School, intraprese gli studi superiori presso il Carnegie Institute of Technology. Si laureò nel 1949 con un Bachelor of Fine Art in Pictorial Design. Questa formazione specifica fornì le fondamenta strutturali per una carriera che avrebbe infine smantellato la distinzione tra l'arte colta e l'immagine commerciale. Nel 1949 si trasferì a New York City, portando la disciplina del designer nel competitivo panorama di Manhattan.
I suoi primi anni professionali furono definiti dall'illustrazione commerciale di alto profilo. Non iniziò sfidando lo status quo; lo padroneggiò. Collaborando con nomi prestigiosi come Tiffany & Co., Vogue e Harper's Bazaar, imparò come i marchi fabbricano il desiderio. Il suo elenco di clienti era una vera e propria mappa del consumo americano di metà secolo, che includeva The New York Times, I. Miller Shoes, Bonavit Teller, Columbia Records, Fleming-Joffe e NBC. Questo periodo di attività non fu una deviazione, bensì un rigoroso apprendistato nelle meccaniche della distribuzione di massa e del branding visivo. Comprendeva il ciclo di vita di un prodotto molto prima di tentare di decostruirlo su una tela.
L'Ascesa della Pop Art e The Factory
Con l'arrivo degli anni '60, il passaggio dall'illustrazione dei prodotti alla trattazione degli oggetti stessi come soggetti artistici cambiò radicalmente tutto. Andy Warhol smise di disegnare il marchio per iniziare a presentare l'oggetto. Adottò il processo di stampa serigrafica per rispecchiare la natura ripetitiva della cultura del consumo, un metodo che spogliava l'opera dal tocco tradizionale dell'artista a favore di un'estetica meccanica. Non si trattava di artigianato, ma della logica della catena di montaggio applicata alla tela.
Il suo studio, noto come The Factory, fungeva da punto centrale per una specifica cerchia sociale newyorkese. Era un fulcro di sperimentazione d'avanguardia che riuniva drag queen, poeti, bohémien, musicisti e ricchi mecenati. Questo spazio sfumava i confini tra vita privata e immagine pubblica, creando un ambiente controllato in cui la cultura veniva prodotta parallelamente all'arte. Tra il 1963 e il 1968, egli estese questa sperimentazione al cinema, producendo oltre 600 opere che sfidarono il modo in cui il pubblico consumava le immagini in movimento.
- Marilyn Diptych (1962)
- Campbell's soup cans (1962)
- Triple Elvis (1963)
Temi del consumismo e della celebrità
La fascinazione di Andy Warhol per l'influenza pervasiva della cultura delle celebrità sulla società americana non fu una semplice osservazione passiva; fu una vera e propria dissezione di come la fama venga fabbricata e consumata. Egli comprese che un essere umano poteva essere trasformato in un prodotto attraverso la ripetizione e la saturazione mediatica. Questa logica si applicava con la stessa forza sia allo scaffale del supermercato che allo schermo cinematografico. Trattando i volti di icone come Marilyn Monroe ed Elizabeth Taylor con lo stesso distacco meccanico riservato alle merci commerciali, egli espose l'artificiosità della persona pubblica. Warhol non si limitava a dipingere persone; egli documentava la costruzione dell'idolo moderno.
Questa ossessione per la natura ripetitiva del consumo si estese fino al banale. Le sue rappresentazioni delle Campbell’s Soup Cans del 1962 trasformarono oggetti quotidiani in soggetti di alta arte, rispecchiando la realtà della produzione di massa tipica dell'esperienza americana di metà secolo. Egli vedeva nel supermercato un paesaggio tanto significativo quanto qualsiasi galleria d'arte. Tuttavia, il suo sguardo non fu sempre luminoso o colorato. Warhol interrogò anche i lati più oscuri e violenti dell'esperienza americana, producendo serie focalizzate su incidenti stradali e sedie elettriche. Queste opere spogliarono il glamour dell'era mediatica per rivelare la cruda realtà del sensazionalismo che alimenta l'attenzione del pubblico.
La sua influenza filtrò persino nell'industria musicale attraverso la gestione della rock band The Velvet Underground. Questo legame sfumò ulteriormente i confini tra l'arte colta e il battito viscerale e sotterraneo della cultura popolare. Il suo interesse risiedeva nel modo in cui tutto — da una lattina di zuppa a una rockstar — potesse essere confezionato, brandizzato e venduto alle masse.
- Campbell's Soup Cans (1962)
- Marilyn Diptych (1962)
Tecnica e Metodi Artistici
L'impatto di Andy Warhol scaturisce dal suo deliberato rifiuto del tocco tradizionale dell'artista. Egli abbracciò il processo di stampa serigrafica per ottenere un'estetica piatta e meccanica, che rispecchiava la produzione di massa dei beni di consumo da lui raffigurati. Questo metodo permise un distacco dalla pennellata manuale, favorendo un aspetto ripetitivo e industriale. Nelle sue opere primordiali, utilizzò la tecnica della "linea assorbita" (blotted line), un metodo che enfatizzava la qualità grafica dei suoi disegni. Il suo approccio non riguardò mai il tocco unico del creatore, bensì l'efficienza della macchina.
La sua sperimentazione si estese alla dimensione temporale attraverso il cinema. Utilizzò inquadrature lunghe e senza sguardi fugaci in opere come Sleep ed Empire per sfidare il modo in cui il pubblico consuma le immagini in movimento. Queste durate statiche ed estese costringevano a un confronto diretto con il medium stesso. Si muoveva inoltre attraverso vari metodi fotografici e cinematografici, inclusa la fotografia a 35 mm e la cinematografia a singolo fotogramma. Utilizzava frequentemente una Polaroid Big Shot per catturare i suoi soggetti, una pratica che ha informato il suo linguaggio visivo fatto di immediatezza e ripetizione.
- Sleep (1963)
- Empire (1964)
Il tentativo di omicidio e la carriera successiva
La traiettoria della carriera di Andy Warhol subì una svolta permanente nel 1968, quando Valerie Solanas fece irruzione nel suo studio di Manhattan e gli sparò. Questa violenta intrusione non si limitò a lasciargli ferite fisiche permanenti; alterò fondamentalmente le dinamiche della sua attività. L'energia caotica e sociale dei primi anni della Factory si trasformò in un'impresa più strutturata e orientata al business. L'artista si allontanò dalle imprevedibili periferie della scena underground per muoversi verso una gestione più calcolata del proprio marchio e della propria presenza mediatica.
Gli anni successivi furono caratterizzati da un'aggressiva espansione nel mondo dell'editoria e della televisione. Fondò la rivista Interview, una pubblicazione focalizzata sull'intersezione tra cinema, moda e cultura popolare. Questa mossa rispecchiava la sua ossessione di una vita intera per i meccanismi della celebrità. Si fece strada anche nei salotti del grande pubblico attraverso programmi televisivi, tra cui Andy Warhol's TV (1980–83) e Andy Warhol's Fifteen Minutes (1985–87). Questi progetti non erano semplici passatempi, ma estensioni del suo interesse verso il modo in cui le immagini vengono consumate e trasmesse.
Anche mentre consolidava il suo prestigio commerciale, mantenne un legame con l'avanguardia emergente attraverso collaborazioni significative. Lavorò fianco a fianco con giovani artisti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, colmando il divario tra la sua consolidata eredità della Pop Art e la successiva generazione di espressione visiva. Questo periodo dimostrò che la sua influenza non era un reperto statico degli anni '60, ma una forza continua ed evolutiva nel panorama mediatico.
Gli Anni Finali e la Morte
Verso la fine della sua esistenza, Andy Warhol aveva ormai abbandonato da tempo l'identità singolare di un semplice pittore. Si era trasformato in un'entità multimediale, muovendosi tra la fotografia, l'editoria e la televisione con la medesima efficienza meccanica che un tempo aveva applicato alla serigrafia. Questa espansione non rappresentava un allontanamento dai suoi interessi, bensì una progressione logica della sua ossessione per l'immagine. Non stava più semplicemente creando arte; stava gestendo un brand che occupava ogni schermo e ogni pagina disponibile.
La fine arrivò in modo improvviso a New York City. Dopo un intervento chirurgico per la rimozione della cistifellea, morì il 22 febbraio 1987. La causa fu un'aritmia cardiaca. Aveva 58 anni. La sua morte segnò la conclusione di una carriera che era riuscita a fondere con successo l'alta cultura delle gallerie con la realtà prodotta in serie dello scaffale del supermercato e dello schermo televisivo.
- Beethoven (1987)
- Last Supper paintings (1986/1987)
L'Eredità Duratura di Andy Warhol
Andy Warhol rimane l'artista più importante della seconda metà del XX secolo. Egli non si è limitato a osservare l'era dei media; ha interrogato la natura stessa di ciò che significa essere visti all'interno di essa. Trasformando le trame ripetitive del consumismo in un linguaggio visivo, ha predetto una realtà definita dalla saturazione digitale e dalla visibilità costante. È l'uomo che ha reso popolare l'espressione "quindici minuti di celebrità", un concetto che si è trasformato da una previsione a una regola fondamentale dell'esistenza moderna. La sua opera ha anticipato il modo in cui la celebrità e la merce diventano indistinguibili in una società iperconnessa.
Il mercato riconosce la sua influenza attraverso il puro peso economico. È stato descritto come il campanello a vento del mercato dell'arte, una figura la cui produzione detta la direzione del collezionismo ad alto rischio. La sua capacità di colmare il divario tra lo scaffale del supermercato e la parete di una galleria ha cambiato il modo in cui il valore viene assegnato alle immagini. Ha allontanato l'arte dall'anima interiore per orientarla verso l'oggetto esterno, prodotto in serie. Questo cambiamento ha garantito che la sua presenza si facesse sentire in ogni angolo della cultura visiva contemporanea, dalle aste di alto livello all'estetica filtrata dei social media.
- Marilyn Diptych (1962)
- Campbell's soup cans (1962)
- Mao (1972–73)
- Shot Sage Blue Marilyn (1964)
Dove vedere le sue opere oggi
Per incontrare la realtà fisica della sua produzione, è necessario rivolgersi alle istituzioni che ne hanno preservato la presenza. L'Andy Warhol Museum di Pittsburgh custodisce la più significativa concentrazione delle sue opere, ergendosi come il più grande museo negli Stati Uniti dedicato a un singolo artista. Esso rimane il luogo principale per chiunque cerchi di comprendere l'effettiva portata della sua produzione. Al di là del panorama americano, la sua influenza è ancorata in importanti collezioni internazionali. La Tate Modern di Londra e il Museum of Modern Art di New York City ospitano ciascuno due opere, fornendo punti di contatto essenziali per lo studio del suo linguaggio visivo. In Europa, anche il Lentos Kunstmuseum Linz mantiene due pezzi nella sua collezione.
Queste collezioni offrono molto più di una semplice visione; esse forniscono il contesto specifico del suo impegno con i mass media e il fenomeno della celebrità. Osservare il suo lavoro in questi contesti permette un confronto diretto con le texture meccaniche che egli utilizzava per rispecchiare la cultura del consumo. La presenza della sua iconografia in posizioni geografiche così diverse conferma l'estensione della sua estetica. La sua opera esiste in questi spazi come la testimonianza di un'era specifica, satura di media.
- Marilyn Diptych
- Campbell's soup cans
- Mao
- Elvis Presley
- Mick Jagger
- Superman
Informazioni rapide su Andy Warhol
- Artistic Movement Or Style: Pop Art
- Artists Or Movements Influenced By This Artist: ['Pop Art']
- Date Of Birth: 1928
- Date Of Death: 1987
- Full Name: Andrew Warhola Jr.
- Nationality: Americano
- Notable Artworks:
- Marilyn Diptych
- Campbell's soup cans
- Triple Elvis
- Mao
- Place Of Birth: Pittsburgh, Stati Uniti d'America
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Montaggio professionale richiesto - non è un prodotto fai-da-te.
Il kit deve essere assemblato e la tela tesa da un esperto cornice professionista, utilizzando colla per legno (non inclusa), una pinza per tendere la tela e morsetti per mantenere i listelli in squadra durante l'asciugatura della colla. Un montaggio errato o una tensione non uniforme della tela possono danneggiare permanentemente l'opera d'arte e non sono coperti dalla nostra garanzia.
Tutte le barre in legno massello sono incluse, tagliate con precisione alle dimensioni corrette.
Da assemblare con le viti fornite e con la colla per legno per gli incastri degli angoli, che non è inclusa e dovrà essere reperita dal vostro corniceio.
Sono necessari strumenti professionali non inclusi: una pinza tendicanvas (tenditore) e dei morsetti per mantenere i listelli in squadra durante l'asciugatura della colla.
Importante:
Gli incastri d'angolo richiedono colla per legno, i listelli devono essere mantenuti in posizione con dei morsetti finché la colla non è completamente asciutta, e il tensionamento della tela sulla cornice assemblata richiede una pinza per tendere la tela. Nessuno di questi strumenti è incluso nel kit. Si prega di consultare un incorniciatore professionista esperto prima di ordinare questa misura.
Didascalia
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Dimensioni
Fissa alla tua parete: ogni dimensione mantiene le proporzioni dell'originale.
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Inserisci la larghezza e l'altezza desiderate, per adattarle alla tua cornice o alla tua parete. Trattandosi di un'opera dipinta a mano, in caso di dimensioni con un formato differente, l'artista può estendere leggermente il dipinto oltre i bordi dell'immagine o ritagliare una piccola parte — la scelta spetta a te. Ti invieremo un mockup digitale da approvare prima che la realizzazione abbia inizio. L'immagine mostrata in questa pagina non rappresenta il risultato finale — solo il mockup lo fa.
ii.
Cornice
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iii.
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iv.
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