Dew Breaker
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Dew Breaker
Tecnica di riproduzione
Dimensioni della riproduzione
-
Prezzo totale
$ 265
Descrizione dell'opera
Ellen Gallagher’s “Dew Breaker”: A Submerged Myth of Regeneration
Ellen Gallagher's "Dew Breaker," painted in 2015, isn’t merely a depiction of marine life; it’s an immersive exploration of memory, diaspora, and the enduring power of myth. This large-scale canvas, dominated by swirling blues and punctuated by a vibrant array of fish rendered with both meticulous detail and a palpable sense of movement, invites viewers into a world simultaneously familiar and profoundly strange. Gallagher, born in Providence, Rhode Island, to a Cape Verdean father and Irish Catholic mother, draws heavily on her own complex heritage and the rich cultural tapestry of the Caribbean—particularly the writings of Edouard Glissant and the poetic traditions of figures like Aime Cesaire—to construct this compelling visual narrative.
The painting’s technique is a masterful blend of observation and invention. Gallagher's early experience studying migratory snail patterns, documented during her time aboard an oceanic research vessel, informs the precise rendering of each fish, capturing their individual forms with remarkable accuracy. However, these detailed studies are then layered with a looser, more expressive brushwork, creating a dynamic sense of depth and movement. The blues aren’t uniform; they shift and shimmer, suggesting both the vastness of the ocean and the murky depths where forgotten histories reside. The use of a white frame further isolates the artwork, emphasizing its contained world and drawing attention to the intricate details within.
Echoes of Drexciya: Myth and Submerged Worlds
Gallagher’s artistic vision is inextricably linked to the mythology of Drexciya, a fictional underwater city created by Detroit techno producer James Stinson and Gerald Donald. This submerged metropolis, conceived as a refuge for descendants of enslaved Africans who gave birth while being forcibly transported across the Atlantic, embodies themes of regeneration, resilience, and the possibility of creating new worlds from the remnants of the past. “Dew Breaker” functions as a visual manifestation of this myth—a dreamscape populated by creatures both familiar and fantastical, hinting at a hidden civilization thriving beneath the waves.
The title itself, "Dew Breaker," suggests an act of breaking through, of revealing something previously obscured. It evokes images of sunlight piercing through the water’s surface, illuminating the mysteries below. The fish themselves can be interpreted as symbolic representations of these submerged communities—each individual a testament to the enduring spirit of those who were lost and forgotten.
Symbolism and the Language of the Deep
Beyond its mythological context, “Dew Breaker” is rich in symbolic imagery. The sheer number of fish suggests abundance, but also perhaps an overwhelming sense of history—a teeming population carrying the weight of generations past. The varying sizes and positions of the fish create a complex visual hierarchy, mirroring the intricate relationships within the Drexciya mythos. Furthermore, Gallagher’s frequent use of ruled penmanship paper as a background element subtly references the textual, grounding the fantastical imagery in a tangible, historical context.
The painting's overall effect is one of melancholic beauty—a quiet meditation on loss, memory, and the enduring power of myth to shape our understanding of ourselves and our place in the world. It’s a work that rewards repeated viewing, revealing new layers of meaning with each encounter.
A Legacy of Exploration
Ellen Gallagher's body of work consistently challenges conventional notions of representation, blending personal history with broader social and political concerns. Her exploration of themes like race, identity, and the legacy of colonialism resonates deeply within contemporary art discourse. “Dew Breaker” stands as a powerful testament to her unique artistic vision—a captivating invitation to delve into the submerged worlds of myth and memory.
Opere correlate
Biografia dell'artista
Le Identità Stratificate di Ellen Gallagher
Nata a Providence, nel Rhode Island, il 16 dicembre 1965, Ellen Gallagher è emersa come una voce profonda nell'arte americana contemporanea, intrecciando le complessità della razza, dell'identità e della struttura sociale attraverso un dominio magistrale del multimedia. La sua eredità, un ricco arazzo di radici capoverdiane e caucasiche irlandesi cattoliche, funge da elemento fondante nella sua esplorazione dei "principi di ordinamento" che la società impone sull'individuo. Il viaggio di Gallagher verso il cuore dell'espressione visiva non è iniziato con la pittura, ma con le parole; i suoi primi studi in scrittura presso l'Oberlin College le hanno fornito un quadro linguistico che avrebbe successivamente informato le strutture ripetitive, ritmiche e quasi poetiche presenti nelle sue composizioni visive.
L'evoluzione della sua pratica è segnata da una rigorosa ricerca accademica ed sperimentale. Dopo aver frequentato lo Studio 70 in Kentucky, ha conseguito la laurea in Belle Arti presso la School of the Museum of Fine Arts di Boston nel 1992, perfezionando poi la sua tecnica presso la prestigiosa Skowhegan School of Painting and Sculpture nel Maine. Durante gli anni formativi a Boston, si è profondamente immersa nella vibrante atmosfera intellettuale del Darkroom Collective, ricoprendo il ruolo di coordinatrice artistica. Questo periodo di intenso scambio creativo, circondata da poeti e pensatori, ha contribuito a plasmare la sua capacità di fondere l'estetica formalista con un profondo commento socio-politico.
Tecnica e Architettura della Memoria
L'opera di Gallagher è celebrata per la sua straordinaria complessità tecnica, che spesso sfuma i confini tra pittura, collage e incisione. Possiede una capacità unica di manipolare i media per sfidare la percezione della realtà dello spettatore. I suoi contributi più iconici al mondo dell'arte sono i suoi monumentali collage a griglia, opere che funzionano sia come intricati mosaici che come profonde critiche sociali. In capolavori come Exelento (2004), Afrylic (2004) e Deluxe (2005), ella decostruisce e riassembla meticolosamente frammenti di media, riutilizzando spesso annunci pubblicitari provenienti da pubblicazioni focalizzate sulla comunità afroamericana come Ebony, Sepia e Our World.
La costruzione fisica di queste opere è un arduo lavoro d'amore, che coinvolge una sofisticata gamma di tecniche:
- Fotogravure e Serigrafia: utilizzate per stratificare le immagini con precisione e profondità.
- Spit-bite e Litografia Offset: impiegate per creare variazioni tonali e texture che imitano la grana dei media cartacei storici.
- Collage e Graffio: interventi fisici che interrompono la superficie, simboleggiando la frattura dell'identità e la riappropriazione della narrazione.
- Costruzione manuale: un approccio tattile che conferisce a ogni pezzo una qualità scultorea e carica di presenza.
Ogni opera su grande scala può essere composta da oltre sessanta stampe individuali, meticolosamente disposte per creare un insieme più ampio e coeso. Questo metodo le permette di affrontare la natura ripetitiva degli stereotipi, creando simultaneamente una bellezza formalista che attira l'occhio in un labirinto di dettagli.
Influenze e Significato Duraturo
Il linguaggio estetico di Ellen Gallagher è un dialogo tra influenze disparate. Dal rigore minimalista di Agnes Martin, trae un senso di disciplina e ripetizione strutturale, mentre le scritture ripetitive e in "flusso di coscienza" di Gertrude Stein informano il suo approccio alla stratificazione del significato e alla rottura del pensiero lineare. Il suo lavoro riflette anche l'impatto di contemporanei come Kiki Smith, Ann Hamilton e Laylah Ali, contribuendo a un movimento più ampio che cerca di interrogare lo sguardo e la politica della rappresentazione.
In definitiva, il significato di Gallagher risiede nella sua capacità di trasformare l'effimero — gli scarti delle riviste, le pubblicità fugaci, i frammenti scartati della cultura pop — in monumenti duraturi di riflessione storica. Riutilizzando gli stessi strumenti usati per propagare stereotipi razziali, ella li si riappropria, trasformando i "principi di ordinamento" della società in un sito di resistenza e profonda bellezza. Il suo lavoro rimane un punto di riferimento vitale nell'arte contemporanea, sfidandoci a guardare più da vicino gli strati che costituiscono la nostra esperienza umana condivisa.
Ellen Gallagher
1965 - , Stati Uniti d'America
Informazioni rapide
- Artistic Movement Or Style: Mixed media, collage e arte astratta
- Artists Who Influenced This Artist:
- Agnes Martin
- Gertrude Stein
- Date Of Birth: 16 dicembre 1965
- Full Name: Ellen Gallagher
- Nationality: Americana
- Notable Artworks:
- Exelento
- Afrylic
- Deluxe
- Place Of Birth: Providence, Stati Uniti




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