Artista: Agostino Bonalumi
Formato: 150 x 120 cm
Museo: MAGA - Museo Arte Gallarate (Gallarate, Italy)
Temi: Tempera
Uno dei valori più forti dell’opera Grigio del 1967 è una certa, soffusa ambiguità. Questo valore si spende nel colore, nella forma e in come l’opera provoca lo spazio. È infatti assente qualunque segno pittorico come pennellate o sfumature; dichiarata uniformemente grigia anche dal titolo, la scrittura ci abbigliamento compatta, industriale. Eppure il colore ha delle intensità o restrizioni diverse, che si creano grazie alle sporgenze e alla luce. In particolare, sul dorso della forma più grande i contorni si sfumano e il colore non è più del tutto certo. Anche la sagoma dell’opera è misteriosa. Il quadro è svolto verso di noi, ha una sua forma finita ma sembra occultarne altre: è interno ed esterno, è frontale e laterale, è tanto grafico e bidimensionale – in qualche modo sembra essere un disegno geometrico, con una forma e il suo prospetto – quanto tridimensionale e plastico, valido da più punti di vista. C’è infine un’ulteriore estensione percettiva: la seduzione della superficie tesa e la morbidezza del suo colore sono tali da porre la mente sui valori tattili dell’opera inducendoci il desiderio – ma non bisogna assolutamente cedervi, per il bene dell’opera – di verifica. L’opera vive per tutte queste azioni che riesce ad allestire tra i suoi elementi costitutivi, nello spazio e soprattutto in relazione a noi, prolungandosi nella nostra mente per via di percezioni, curiosità, aspettative. Tutta l’opera di Bonalumi, dagli esordi in Azimut, nel 1959 con gli amici Manzoni e Castellani fino a oggi, è concentrata sulla creazione di questi fenomeni autonomi, opere che sono realtà di per sé; esse sono oggetti nuovi i significano non necessarino, non rimandano ad altre immagini, non raccontano la o una storia ma accadono sotto i nostri occhi,ti dalla nostra presenza, impegnatiti dalla nostra capacità di osservare. Questo Museo ha realizzato nel 2003 una mostra dedicata alla produzione in carta dell’artista dimostrandone l’eccezionale vitalità. (FMC)
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