Artista: Hans Heinrich Hartung
Formato: 146 x 96 cm
Museo: Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino (Torino, Italy)
Temi: Olio Su Tela
Hans Hartung può essere considerato, in termini di età – essendo quasi una generazione più vecchia di Mathieu e Soulages – così come la precocità elegante, il precursore europeo di quella ricerca convenzionalmente raggruppata sotto l'etichetta “Informalismo segno”. Il suo amore iniziale per il disegno di carbone e acquerelli, presto indifferente alla rappresentazione, rivela nella sua scelta di tecnica un urgente bisogno di comunicare con immediatezza espressiva. Si trasferì in Francia dopo l'ascesa di Hitler, dove ebbe l'opportunità di estendere la sua conoscenza del cubismo e dell'arte astratta. Tuttavia, nonostante la sua affermata ammirazione per questi movimenti d'avanguardia, non era tanto le forme quadrate chiuse e prismatiche del Cubismo, o le opere astrattamente calibrate e liriche di Kandinskji, che lo influenzarono profondamente, come la sua ricerca sull'automatismo psichico dei surrealisti. Dopo gli orrori della guerra, trascorse inizialmente nelle file della Legione Straniera, poi in stagista e prigione, concludendo con l'amputazione di una gamba, tornò a dipingere, versando sulle tele le sofferenze accumulate durante quei tempi dolorosi. La sua prima mostra personale non fu fino al 1947, organizzata nella galleria di Lydia Conti a Parigi. Va comunque ricordato che la serie di opere astratte sistematicamente denominate con lettere maiuscole, anno di produzione e numeri sequenziali, per eludere qualsiasi tentativo di descrizione, era già apparsa intorno alla metà degli anni '30. Queste sono opere create come un'esternazione catartica irreprimibile in cui l'energia creativa scoppia sulla tela in forme di alleggerimento. Composizione T, 50-5, emblematica dello stile di Hartung in questo periodo, ha l'epicentro della sua tensione nella striscia bianca, da cui si diramano le linee centrifughe, provenienti dalla collisione di due porzioni di colore, blu e marrone, spirito e materia, il vero grande-bang emotivo della composizione. La sua successiva ricerca si esprime attraverso strisce di linee graffiate e ostinatamente flayed, ottenute con l'uso di spatule e ginestre di sorgo realizzate dall'artista stesso, aggiungendo forme rimuovendo il colore dagli sfondi sottostanti. Fin dai suoi primi ricordi, Hartung racconta che, da bambino, è stato costretto a condividere le fobie della nonna, in particolare quella dei fulmini – con cui avrebbe riempito interi quaderni disegnando linee di zigzag rapide – e gatti. Forse è poco sorprendente che l'artista abbia scoperto la sua identità stilistica attraverso la realizzazione che, per allontanare gli spettri del passato, doveva essere più veloce di fulmini e graffi come un gatto.
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