Artista: Hugo Canoilas
Data: 2002
Formato: 190 x 144 cm
Museo: Culturgest - Fundação Caixa Geral de Depósitos (Lisboa, Portugal)
Temi: Acrilico Su Tela
REDOINGA white trapezium si distingue su uno sfondo. E' un rettangolo? Non si può distinguere chiaramente, perché la deviazione in relazione al parallelo dei bordi del rettangolo, se è una, è troppo sottile per rendere chiara la geometria delle forme. La pittura di Hugo Canoilas parte da un momento fondante nella pittura del XX secolo: parte da Malevich e Suprematism, dall’avventura russa dei primi tre decenni del XX secolo, dai primi quadri monocromatici di Rodschenko, dal rapporto tra lo spazio bidimensionale dell’immagine e l’aspetto tridimensionale del reale spazio di Lazar Lissitzky. Comincia all'inizio della natura radicale di un approccio alla pittura che annuncerebbe la propria morte, che è stata ripetuta così spesso durante tutto il secolo scorso, per tornare e porre nuovamente la stessa domanda attraverso la fattibilità della pittura. Rifare tutto di nuovo, rifare tutto nello spazio del dipinto, o, come ha provato in altre occasioni, amplificare l'esperienza nello spazio dell'abitazione, coprire tutto con la pittura, o fare un gigantesco palinsesto, un diario delle sue molteplici esperienze con l'immagine (invocare Kurt Schwitters, quasi chiamare il suo fantasma). Redoing è una pratica di pittura, forse uno dei suoi processi più redditizi: Ingres redoes David, Manet redoes Velázquez, che aveva rifatto Tiziano, Matisse redoes Cézanne, Picasso redoes Velázquez – tutto in una spirale della ricorrenza dello stesso attraverso altri modi, attraverso altri processi, con altri scopi e per altri tempi. Redoing implica la consapevolezza acuta del tempo e l'hiatus tra quello che si fa e quello che una volta è stato fatto. È questa adeguazione al tempo del dipinto, al suo tempo ricorsivo e ciclico, che è presente nel lavoro di Hugo Canoilas, perché fare ancora una volta significa fare sempre di nuovo, per testare se il dipinto è possibile. Il punto di partenza di questa domanda è la cosa più difficile, perché è quella del suo predetto decesso. Proprio per questo l'esperienza di testare l'aridità del monocromo, la durezza della forma geometrica che perde il suo equilibrio nel piano pittorico è molto più di una semplice ripetizione. E' un saggio. Delfim Sardo
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