Giovanni Battista Pittoni

Giovanni Battista Pittoni

Luogo di nascita: Venice

Anno di nascita: 2007

Anno di morte: 1770

Biografia:

Giambattista Tiepolo è stato un pittore e incisore italiano, cittadino della Repubblica di Venezia.È uno dei maggiori pittori del Settecento veneziano.
Tra i suoi figli vi furono i pittori Giandomenico e Lorenzo Tiepolo.
Giambattista nasce a Venezia il 5 marzo del 1696, in corte San Domenico nel sestiere di Castello, da Domenico Tiepolo , "mercante di negozi da nave", e Orsetta Marangon. Il 16 aprile dello stesso anno riceve il battesimo nella chiesa di San Pietro di Castello. Il 10 marzo dell'anno successivo muore il padre, lasciando la famiglia in perduranti difficoltà economiche.
La sua prima formazione artistica si svolse, dal 1710 circa, nella bottega di Gregorio Lazzarini, pittore eclettico, capace di unire i differenti insegnamenti della tradizione veneziana, da cui apprende, oltre che i primi rudimenti, il gusto per il grandioso e teatrale nelle composizioni. Ben presto si dirige verso la cosiddetta pittura “tenebrosa” di Federico Bencovich e di Giovanni Battista Piazzetta, oltreché ai contemporanei il suo studio si rivolge ai grandi del Cinquecento veneto, Tintoretto e Paolo Veronese, ma anche all'opera di Jacopo Bassano.
Nel 1715 inizia a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi. In questi anni il Tiepolo lavora anche per il doge in carica, Giovanni II Cornaro, eseguendo nel suo palazzo soprapporte, quadri e ritratti tra cui quello del doge Marco Cornaro (1716 circa) e quello dello stesso Giovanni, entrambi dai toni caldi e chiari, che si rifanno ai modi di Sebastiano Ricci. Nello stesso anno lavora all'affresco con l'Assunta nella chiesa parrocchiale di Biadene. Il 16 agosto dello stesso anno espone alla festa di San Rocco il bozzetto con la Sommersione del Faraone.
Al 1717 risale la prima menzione dell'artista nella Fraglia dei pittori veneziani. Nello stesso anno quattro incisioni del libro il Gran teatro delle pitture e prospettive di Venezia sono riprese da suoi disegni. Del 1719 è il Ripudio di Vasti, ora in collezione privata a Milano. Il 21 novembre dello stesso anno sposa con rito segreto Maria Cecilia Guardi (1702-1779), sorella dei pittori Francesco Guardi e Giovanni Antonio Guardi e da cui avrà dieci figli, tra cui Giandomenico e Lorenzo Baldissera che lavoreranno come suoi assistenti. La coppia risiederà fino al 1734 a San Francesco della Vigna, nei pressi di Palazzo Contarini.
Tra il 1719 e il 1720 esegue la decorazione ad affresco del salone del primo piano della villa Baglioni a Massanzago. Questa sala viene completamente rivestita dagli affreschi che, sfondando illusionisticamente le pareti, creano così uno spazio infinito. Nelle pareti è dipinto il Mito di Fetonte mentre la volta rappresenta il Trionfo d'Aurora. Con questo ciclo ha inizio la collaborazione con il pittore di quadrature Gerolamo Mengozzi detto il Colonna, che dipingerà per Tiepolo negli anni successivi la maggior parte delle decorazioni a finte architetture che inquadrano i suoi affreschi.
Del 1721 è la commissione della Madonna del Carmine per la chiesa di Sant'Aponal, realizzata dal 1722, consegnata nel 1727 e ora conservata alla Pinacoteca di Brera, del 1722 è il martirio di san Bartolomeo, per la chiesa veneziana di San Stae, di potente forza espressiva data dal violento chiaroscuro e dalla nettezza del contorno grafico.
Del 1722 è la Gloria di santa Lucia nella chiesa parrocchiale di Vascon, presso Treviso. Nel 1722 partecipa al concorso per la decorazione della cappella di San Domenico della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, vinto poi dal Piazzetta. Nel 1724, a seguito di alcune modifiche apportate nella chiesa dell'Ospedaletto da Domenico Rossi, dipinge il soprarco con il Sacrificio di Isacco, ultimo esempio dei suoi iniziali modi tenebrosi, da questo momento in poi il suo stile si assesta definitivamente verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare.
Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, con sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, tema iconografico probabilmente dovuto alla professione del committente l'avvocato Tommaso Sandi; al centro contro il cielo azzurro percorso da nubi sono le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici: Orfeo che conduce Euridice fuori dall'Ade, Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera, Anfione col potere della musica costruisce le mura di Tebe e Ercole incatena Cercope con la sua lingua. Lo schema compositivo è simile a quello utilizzato da Luca Giordano in Palazzo Medici comunque questo schema con poche figure al centro e molte accalcate ai lati sarà tipico di tutta la sua successiva produzione. Ma è lo schiarimento del colore che diventerà suo tratto stilistico inconfondibile, questo derivato dalla riscoperta dell'opera di Paolo Veronese. Per lo stesso palazzo realizza anche tre tele tra cui Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede, ora tutte in collezione privata a Vicenza.

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