Minor White

Minor White

Luogo di nascita: Minneapolis

Anno di nascita: 1908

Anno di morte: 1976

Biografia:

«Fotografo i cui sforzi per estendere la gamma di espressioni della fotografia hanno influenzato notevolmente la fotografia creativa a metà del 20° secolo»
Minor Martin White è stato un fotografo e docente statunitense., uno dei più importanti teorici del concetto di "equivalenza" applicato alla fotografia . Come docente ha tenuto lezioni e workshop in diversi istituti fra cui la California School of Fine Arts come assistente di Ansel Adams , al Rochester Institute of Technology e al Massachusetts Institute of Technology .
«Teorico e insegnante, a lungo direttore della rivista Aperture, la sua opera nasce sotto l'influsso di Alfred Stieglitz. È stato uno dei più importanti artisti americani degli anni cinquanta e sessanta»
L'incontro con una macchina fotografica per Minor è abbastanza precoce, è ad otto anni infatti che possiede la prima fotocamera, ma il suo interesse negli anni successivi sarà per gli studi di botanica all'Università del Minnesota e per la poesia . In quegli anni per guadagnarsi da vivere fa di tutto lavorando come «barista,cameriere, portiere di notte mentre in parallelo è assistente in uno studio fotografico di Portland [nell'] Oregon)» Dal 1942 al 1945 è nelle Filippine come soldato di fanteria, al suo ritorno negli Stati Uniti per due anni studia storia dell'arte alla Columbia University, quindi nel 1946 inizia la sua collaborazione con al Museum of Modern Art (MoMa) di New York come fotografo . Questo è il tempo in cui viene a contatto con alcuni dei più importanti fotografi del tempo come Beaumont Newhall, Nancy Newhall, Alfred Stieglitz, Harry Callahan e Paul Strand. Nel 1947 è membro della Photo League una cooperativa di fotografi di New York interessati ad una serie di cause sociali comuni e che contava tra i suoi membri alcuni dei più importanti e noti fotografi americani della metà del XX secolo.
Nel 1952 con Ansel Adams, con i coniugi fotografi Beaumont e Nancy Newhall e Dorothea Lange fonda a San Francisco la rivista Aperture , una rivista di fotografia concepita per comunicare sia con fotografi professionisti che amatoriali e che si prefiggeva di discutere i problemi relativi alla fotografia, condividere le proprie esperienze, e descrivere nuove e potenziali tecniche. Tale proposito era ben sintetizzato dagli stessi editori nel primo numero della rivista: «Noi, che abbiamo fondato questa rivista, invitiamo altri a utilizzare Aperture come terreno comune per il progresso della fotografia.» .
Per i successivi sei anni, dal 1953 al 1957 presta la sua esperienza in campo fotografico lavorando alla George Eastman House di Rochester, il più antico museo del mondo dedicato alla fotografia. , quindi subito dopo viene chiamato a dirigere un'altra importante rivista di fotografia americana: Image .Dal 1955 al 1964 insegna fotografia e fotogiornalismo al Rochester Institute of Technology [e] dal 1965 al 1976 anche al MIT di Cambridge .
Muore nel 1976, a 68 anni, a Boston.
Moltissime sono state le mostre che White ha tenuto e si continuano a tenere dopo la sua morte. La sua indiscussa esperienza nel campo fotografico, dopo la morte, è stata riconosciuta dai critici che lo hanno consacrato come uno dei fotografi più importanti d'America. . I lavori di White sono apparsi sulle riviste di fotografia più importanti degli Stati Uniti: da America Photography a Art in America, da Photo Notes a Image e alla stessa Aperture .Il suo approccio con la fotografia è stato già dall'inizio, secondo i critici, molto diverso che per i fotografi che lavoravano con lui al WPA (Works Progress Administration). Secondo l'Enciclopedia Britannica infatti: mentre «molti fotografi WPA erano principalmente interessati alla documentazione; White [...] preferiva un approccio più personale, [tanto che] molte delle sue fotografie furono incluse in uno spettacolo al Museum of Modern Art di New York [già] nel 1941» , un riconoscimento al suo spirito innovativo fotografico, che White dimostra già nelle suoi prime riprese".
Parte del suo stile fotografico è dovuto all'influenza esercitata dal cerchio di amicizie di fotografi altrettanto innovativi come lo furono Alfred Stieglitz ed Edward Steichen. Da Stieglitz apprende «il potenziale espressivo della sequenza ovvero una serie di fotografie presentate come unità [unico tema]» . White presentava queste "unità di sequenze" insieme ad un testo scritto, il suo proposito era quello di creare o suscitare stati d'animo ed emozioni in chi le avrebbe guardate. Anche Stieglitz si rivela un compagno che influenzerà fortemente White, lo fa con il concetto di equivalenza applicata alla fotografia, ovvero dell'immagine fotografica «intesa come metafora visiva» e non per quella che realmente l'immagine stessa rappresentava. White apprende da subito e fa sue le due nuove concezioni fotografiche tanto che sono i critici stessi a decretare «che sia nelle sue fotografie che nella sua scrittura, White è diventato il primo esponente della "sequenza" e dell'"equivalente"». . White unì all'interesse sul modo con il quale le persone percepiscono e comprendono le fotografie alla sua visione personale ispirata da varie teorie filosofiche, spirituali e intellettuali. Realizzò migliaia di fotografie in bianco e nero di paesaggi, persone ed oggetti astratti, create con una tecnica e con un propria sensibilità per il chiaroscuro.

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