Luogo di nascita: Poltava
Anno di nascita: 1846
Anno di morte: 1898
Biografia:
Nikolaj Aleksandrovič Jarošenko, in russo: Николай Александрович Ярошенко? e in in ucraino: Мико́ла Олекса́ндрович Яроше́нко? (Poltava, 13 dicembre 1846 – Kislovodsk, 7 luglio 1898), è stato un pittore russo. Membro tra i più influenti del movimento artistico dei peredvižniki, se Kramskoj ne fu la mente, lui ne «personificò» l'anima. Organizzatore infaticabile, lottò fino all'ultimo per l'indipendenza dell'Associazione dei pittori itineranti dall'Accademia Imperiale delle Arti, e per assicurare la coesione intorno ai principi statutari originari. Nesterov lo definì la «coscienza degli artisti».
«Io dipingo la realtà di oggi e di ieri, un passato che non posso con indifferenza lasciarmi alle spalle, e che in futuro entrerà nella storia. »
Nikolaj nacque il 13 dicembre 1846 a Poltava, da Aleksandr Michajlovič Jarošenko (?-1876), un militare di carriera, e da Ljubov Vasil'evna Miščenko (1822-1890), figlia a sua volta di un tenente in pensione. L'amore per l'arte si manifestò in Nikolaj molto presto: disegnava sempre e dappertutto, dove gli capitava, anche su muri, porte e tavoli. Il padre, tuttavia, non ritenendo la passione del figlio frutto di un talento da coltivare, decise di fargli seguire le tradizioni militari di famiglia e nel 1855 lo iscrisse al Corpo dei cadetti di Poltava.
L'insegnante di disegno della scuola era Ivan Kondrat'evič Zajcev (1805-1887), che proveniva dai sevi della gleba di Penza, ed era figlio d'arte. Fu sua premura incoraggiare il bambino, che vedeva dotato, a non rinunciare al sogno di essere un artista. Nikolaj fu poi mandato a proseguire gli studi a San Pietroburgo, al Primo corpo dei cadetti, la scuola militare più importante della Russia imperiale. A quel tempo la sua riuscita nel disegno era talmente evidente che il padre gli consentì di prendere lezioni private e a quattordici anni, nei fine settimana e nei giorni festivi, lavorò nella bottega di Adrian Markovic Volkov (1829-1873), un pittore modesto ma che ebbe un ruolo rilevante nella formazione spirituale del giovane Jarošenko. Fu lui, infatti, ad avvicinarlo alle nuove teorie estetiche professate da Černyševskij, riassumibili nel concetto che l'arte deve rappresentare la vita reale e non un modello idealizzato di bellezza. Inoltre Volkov, che curava le vignette per la rivista satirica «Iskra», lo introdusse nel suo circolo, di cui facevano parte, tra gli altri, lo scrittore Uspenskij e il poeta Kuročkin (1831-1875), membro della prima Zemlja i Volja e figura centrale del pensiero democratico-rivoluzionario degli anni sessanta. In questo ambiente, tra i quattordici e i diciotto anni circa, si plasmò la coscienza morale di Jarošenko, che dovette abbandonare il circolo dell'«Iskra» quando restò troppo indietro con gli studi.
Nel 1862 era accaduto un fatto di una certa importanza che poteva significare per Jarošenko la fine della sua carriera militare. Al Primo corpo dei cadetti, la quarta compagnia si era ribellata al suo comandante, esprimendo il proprio malcontento con schiamazzi, fischi e trepestio. Uno dei due istigatori era Jarošenko, colpevole anche, come evidenziato dall'inchiesta svolta dal Comitato disciplinare, di aver suggerito ai commilitoni, di picchiare il comandante se le circostanze lo avessero consentito. Durante l'interrogatorio, i due cadetti si assunsero la responsabilità di tutta la vicenda, sebbene avessero nel frattempo esortato i compagni a ostacolare l'indagine, dichiarando che erano innocenti. Il codice militare penale, voluto da Nicola I e rimasto invariato con Alessandro II, prevedeva punizioni molto severe in questi casi, e perciò la vicenda fu messa a tacere dall'Istituto stesso, per nulla desideroso di attirare su di sé forme di repressione che potevano comprometterne la reputazione. Jarošenko fu degradato da caporale a soldato semplice, la valutazione scolastica subì un ridimensionamento per comportamento inappropriato, e il congedo per le vacanze gli fu revocato. Ma il peggio fu che dovette essere sottoposto a dieci giorni di carcere duro, in isolamento, nel corso dei quali ogni giorno era convocato dal Comitato disciplinare e interrogato. Nei verbali è scritto che compariva sempre «sorridente» e che caparbiamente confermava la sua prima deposizione, non accusando dei disordini nessun altro all'infuori di se stesso. L'anno successivo passò alla scuola di fanteria Pavlovsk e poi alla scuola di artiglieria Mickajlovskij, dove si diplomò nel 1865.
Dopo l'importante esperienza con Volkov, Jarošenko seguì i corsi serali di disegno creati dalla Società per la promozione delle arti, dove dal 1862 insegnava Ivan Kramskoj. Nel 1869, dopo essersi laureato all'Accademia MIchajlovskij, con «ottimo profitto nelle scienze», prese servizio alla fabbrica di munizioni da poco aperta, e più o meno in quel periodo cominciò a frequentare l'Accademia delle Arti come studente esterno, allo scopo di migliorare la tecnica. Si recava la sera, a piedi, dall'officina all'isola Vasil'evskij, sede dell'Accademia, e, per pagarsi i costosi materiali di pittura, dava lezioni di matematica e fisica. All'inizio degli anni settanta risalgono i primi ritratti, nei quali è già evidente la sua ricerca del vero attraverso la messa a fuoco dei tratti caratteristici la personalità di un individuo.
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